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giovedì 1 aprile 2010

É bell 'o magnà!!!

Per chi vuole portare un raggio di sole e l'allegria del sud sulla propria tavola, dimenticando per un giorno i buoni propositi di dieta, proponiamo tre ricette napoletane doc, a cura di Loredana Federico.
Buona Pasquetta e... buon appetito a tutti i nostri lettori!



TORTANO IMBOTTITO

Il tortano è un rustico tipico della Pasqua napoletana, ottimo anche per le gite fuori porta. Diverse sono le varianti a seconda delle preferenze di formaggi e salumi.



Ingredienti per la pasta:
400 gr. di farina
30 gr. di lievito di birra
100 gr. di strutto
50 gr. di parmigiano grattugiato oppure di pecorino grattugiato
1 cucchiaio raso di pepe
1 cucchiaino raso di sale
Ingredienti per il ripieno:
100 gr. di salame tipo Napoli a dadini
100 gr. di pancetta a dadini
120 gr. di provola affumicata
50 gr. di emmenthal
50 gr. di provolone semi piccante
2 uova sode (facoltative)

Preparazione:

sciogliete il lievito in una ciotola con un po’ di acqua tiepida, unite 2 pugni di farina, impastate e formate un panetto. Copritelo e lasciatelo lievitare per circa 30 minuti. Versate la farina restante in una ciotola, unite il sale e disponetela a fontana, al centro mettete il panetto, lo strutto, il pepe e il parmigiano o il pecorino, allungandovi di volta in volta un po’ di acqua tiepida per facilitare l’amalgama. Lavorate sulla spianatoia fino ad ottenere un impasto compatto e continuate con energia per almeno 15 minuti, aggiungendo all’occorrenza un po’ di farina. Formate una pagnotta, copritela e lasciatela lievitare per circa un'ora e mezza.
Nel frattempo cuocete le uova e tagliatele ognuna in 6 spicchi, tagliate a dadini i salumi e i formaggi. Riprendete la pasta e sgonfiatela battendola sulla spianatoia con le mani, stendetela con il matterello fino ad ottenere una sfoglia di circa 1 cm di spessore, distribuite su tutta la superficie il ripieno di salumi e formaggi, mettete gli spicchi di uova sode a distanza regolare e arrotolate la pasta il più stretto possibile formando un rotolo e chiudetelo a ciambella e unite bene le estremità. Ungete di strutto uno stampo per ciambelle di circa 24-25 cm e disponetevi il rotolo, copritelo e lasciate lievitare ancora per 2 ore, poi infornate in forno preriscaldato a 180° per circa un'ora, o fino a quando risulterà opportunamente dorato. Lasciate riposare e servite.



RUSTICI DI RICOTTA E SALAME/PROSCIUTTO
Ingredienti per la pasta:
350 gr. di farina
150 gr. di burro
4 rossi d’uovo
sale q.b.
Ingredienti per il ripieno:
3 uova
150 gr. di salame o prosciutto cotto
250 gr. di mozzarella (preferibilmente fiordilatte) tagliata a dadini
250 gr. di ricotta (come sopra) non salata
100 gr. di parmigiano grattugiato
sale q.b.

Preparazione:
Versate sulla spianatoia la farina a fontana, al centro ponete il burro ammorbidito, le uova precedentemente sbattute ed un pizzico di sale. Battete con una forchetta per amalgamare gli ingredienti incorporando a mano a mano la farina. Impastate infine tutta la farina aiutandovi con un po’ d’acqua tiepida (e all’occorrenza stendere altra farina sulla spianatoia per evitare che vi si attacchi l’impasto), badando a non lavorare la pasta, ma piuttosto a pressarla con le mani solo fino a quando non risulterà morbida ed omogenea. Lasciate riposare per almeno mezz’ora. Stemperate in una terrina la ricotta con le uova (già sbattute), aggiungete il parmigiano, il salame/prosciutto cotto tagliato a pezzetti, un po’ di sale e un po’ di pepe (nel caso si preferisca il salame). Battete bene il tutto, quindi unite la mozzarella a dadini. Spianate la pasta ma senza assottigliarla eccessivamente e ricavate da essa tutti i dischi o i quadrati possibili, del diametro/lunghezza di almeno 15 cm. Disponete qualche cucchiaio di ripieno su una metà del disco/quadrato, lasciando libero il bordo per almeno un cm. Ripiegate la metà libera sull’altra, in modo da coprire il ripieno, e pressate bene i bordi. Spennellate la superficie di altri tuorli d’uovo (quanti ne occorreranno a seconda del numero di rustici) ed infornate in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti ca.
Se non si riuscisse a consumarli caldi subito, li si potrà sempre riscaldare per 3-4 minuti nel microonde.








TORTA RUSTICA IN PASTA DOLCE
E' una torta rustica con pasta frolla dolce, ma nel caso non gradiate il sapore dolciastro è possibile evitare lo zucchero.




Ingredienti per la pasta frolla:
300 gr. di farina
3 tuorli d'uovo
150 gr. di zucchero (facoltativo)
150 gr. di burro
1 pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno: 
3 uova
200-250 gr. di ricotta fresca
250 gr. di fiordilatte a dadini
100 gr. di provola affumicata a dadini
100 gr. di prosciutto crudo o salame a dadini
100 gr. di parmigiano grattugiato
1 pizzico di sale e pepe


Preparazione:
setacciate la farina sulla spianatoia, disponetela a fontana, al centro mettete i tuorli, lo zucchero, il burro a pezzetti, il pizzico di sale e lavorate il tutto senza scaldare troppo l'impasto con le mani, formate un panetto e mettetelo in frigo avvolto nella pellicola da cucina per circa 30 minuti.
In una terrina schiacciate la ricotta con una forchetta, unite le uova e mescolate bene, aggiungete il parmigiano, 1 pizzico di sale e pepe, il fiordilatte, la provola, il prosciutto o il salame e amalgamate bene il tutto.
Prendete la pasta frolla dal frigo, tagliatela in due parti non perfettamente uguali. Quella poco più grande della metà stendetela con il mattarello su di un foglio di carta forno e con la sfoglia ottenuta foderate una teglia (22 cm di diametro e alta circa 5 cm), precedentemente imburrata. Versatevi il ripieno di ricotta e livellate la superficie. Con la pasta frolla restante formate un disco e coprite la torta, sigillate bene i bordi con le dita, bucherellate con una forchetta la superficie e spennellatela con un uovo sbattuto. Cuocete in forno preriscaldato a 180°-200° per circa 60 minuti, sfornate la torta e lasciatela intiepidire. Servitela preferibilmente fredda.

mercoledì 31 marzo 2010

Itinerari partenopei



Loredana Federico, fedele lettrice di Torino Style, ci propone un percorso turistico breve, ma denso di storia, cultura e scenari suggestivi, tra gli innumerevoli luoghi d’interesse che una città sorprendente ed eclettica, quanto controversa, come Napoli vanta: Napoli sotterranea e il centro storico, la Villa Floridiana e la Certosa di San Martino.

Alla Napoli sotterranea si accede da Piazza San Gaetano, in pieno centro storico; in essa, armandosi di scarpe comode e qualche pullover, ci si può immergere, a 40 metri di profondità, nel labirinto di cisterne e cunicoli lungo cui si snodano secoli di storia, ricchi di fascino. Le escursioni consentono di scandagliare l’acquedotto greco-romano e i ricoveri antiaerei della seconda guerra mondiale, nonché quel che è stato riportato alla luce di un teatro anch’esso greco-romano, dove si esibì perfino Nerone, a cui si accede da una botola situata sotto il letto a scorrimento di un appartamento, in un tipico basso in Vico Cinquesanti, attiguo a Piazza San Gaetano. Unica raccomandazione: non essere claustrofobici.
Per conoscere orari di apertura e prezzi, consultare il sito www.lanapolisotterranea.it alla voce “escursioni”.
Altri interessantissimi percorsi ipogei greco-romani si snodano al di sotto della Basilica di San Lorenzo Maggiore, nella stessa piazza San Gaetano, e, poco distante, sotto la basilica paleocristiana di Santa Restituta, accorpata al Duomo.
Giorni e orari di apertura degli scavi di San Lorenzo Maggiore sono: dal lunedì al venerdì 09,00-13,00/15,00-17,00; sabato 09,00-17,00; domenica 09,30-13,30.
Giorni e orari di apertura dell’area archeologica del Duomo sono: giorni feriali 09,00-12,00/16,30-19,00; giorni festivi e prefestivi 09,00-12,30.
Vale la pena visitare anche il Cimitero delle Fontanelle, nel cuore del Rione Sanità, ai piedi della collina di Capodimonte, forse il più suggestivo e leggendario tra i posti che trasudano cultura e superstizioni popolari. Per raggiungere il Rione Sanità, a nord del centro storico, occorre prendere la Linea metropolitana 1, scendere alla stazione Materdei e proseguire a piedi per un tratto di strada.


Riemersi sul presente, magari affamati, basterà guardarsi intorno: la zona del centro storico è ricchissima di pizzerie e trattorie d’eccellenza, ma la mia preferita è quella di Di Matteo, a via Tribunali 94 (via che attraversa piazza San Gaetano e incrocia via San Gregorio Armeno), spartana e piuttosto piccola, ma qualitativamente tra le migliori (da assaggiare le frittatine e gli arancini!).


Da piazza San Gaetano si può imboccare la ben nota via dei pastori, San Gregorio Armeno, oppure muoversi liberamente lungo i vicoli che si intersecano. L’ideale sarebbe di proseguire verso Piazzetta Nilo, una delle zone più esoteriche del centro, non a caso definita “il Corpo di Napoli”, e spingersi fino al celeberrimo e cantato monastero di Santa Chiara, ma, se il tempo dovesse stringere, meglio virare da piazzetta Nilo, su per il vico San Domenico Maggiore, costeggiante l’omonima chiesa, verso la vicina Cappella San Severo, in cui oltre ad approfondire la leggenda che avvolge la figura dell’alchimista Raimondo di Sangro, principe di San Severo (ne sentirete delle belle!), e le sue macchine anatomiche (a me fanno una certa impressione!), ci si incanterà dinanzi al Cristo Velato, scultura in marmo di Giuseppe Sammartino, considerata uno dei maggiori capolavori della scultura mondiale.
Per orari di apertura e tariffario, consultare il sito www.museosansevero.it
Portiamoci nella parte alta e panoramica della città, nel quartiere Vomero per l’esattezza. Dai due ingressi, situati in via Cimarosa e in via Aniello Falcone, si accede al complesso della Floridiana, costituito da un ampio parco e dalla villa che ospita il Museo Nazionale della Ceramica Duca di Martina. La villa, risalente alla prima metà del XVIII secolo, fu acquistata e fatta ristrutturare dal re di Napoli Ferdinando I di Borbone nel 1816, allo scopo di regalarla come residenza di villeggiatura a Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia − da cui il nome −, da lui sposata solo un mese e mezzo dopo la morte della sua prima moglie, Maria Carolina. Il museo è considerato fra i più bizzarri d’Italia … scoprite perché!
E’ aperto tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 14.00. Chiuso il martedì.
Il parco invece ha un orario invernale: dalle 8,30 alle 16,00, e un orario estivo (da giugno a settembre): dalle 8,30 alle 19,00 (chiusura varchi: ore 19,30).
Prima di lasciare Napoli, è d’uopo fotografarla da uno dei punti di osservazione più suggestivi: il belvedere di San Martino, sulla sommità della collina vomerese. Giunti in zona, vale la pena visitare Castel Sant’Elmo, edificato nel 1275 e ampliato nel 1329 da Roberto d’Angiò, e la Certosa, fondata nel 1325 da Carlo duca di Calabria e più volte rimaneggiata nei secoli. L’annesso museo è un altro scrigno delle meraviglie partenopee, con collezioni variegatissime e di alto pregio.
Per raggiungere il belvedere, occorre prendere la Metropolitana Linea 1 fermata piazza Cavour, poi effettuare un cambio con la Metropolitana Collinare linea 2, fermata Piazza Vanvitelli (o in alternativa una qualsiasi delle funicolari che portano al Vomero) e qui salire sull'autobus V1 fino a largo San Martino.
La Certosa e il museo sono aperti tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30. Chiuso il mercoledì.

Se dopo tanto camminare vi si è stuzzicato l'appetito s'impone una sosta  allla pizzeria Brandi che costituisce senza dubbio una tappa obbligata per chi intende scoprire il luogo che diede origine alla pizza Margherita, inventata in nome di Margherita di Savoia.
La si trova a Salita Sant'Anna di Palazzo 1/2, una traversa di via Chiaia (zona Piazza Plebiscito).
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