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venerdì 26 novembre 2010

NINGYŌ – Bambole dal Giappone a Palazzo Barolo


Daniela Ferrando - milanese, copywriter e consulente, ma anche blogger dollculturale con Doll Cult-ure e titolare della rubrica I-DOLLS sul fashion magazine fashionblabla, ci accompagna alla scoperta della mostra "Bambole Giapponesi - NYNGYO", allestita a Palazzo Barolo a Torino.



Evocativa, impressionante, introspettiva. NINGYŌ è il primo atto di una mostra tematica a Torino, tutta dedicata alle bambole giapponesi della tradizione. È l’occasione per trovarsi di fronte ad imperturbabili finissime bambole – oggetti la cui natura comprende giocattolo, statuina, portafortuna, souvenir, idolo, eredità. Queste precedono tutte le attuali asiatiche di culto come le BJD o fashion dolls tipo Momoko; tali bambole contemporanee, così ricercate dai collezionisti, devono a queste bambole originali il loro senso di mistero e di gentilezza, e altresì la loro perfezione formale.


NINGYŌ – Bambole dal Giappone, presenta bambole uniche. Si può dunque vedere da vicino e conoscere le NŌ NINGYŌ, che riprendono gli attori del teatro; le KOKESHI, semplici bambole-dono cilindriche di legno; le KIMEKOMI, vestite e dipinte, spesso con in mano mini giocattoli; le HAKATA – bambole o statuette?; le GOSHO, allegre e tondeggianti e le ISHŌ, ultradettagliate, ieratiche e affascinanti bambole in costume; le HINA NINGYŌ, protagoniste rituali di HINA MATSURI – la Festa delle Bambine.


Tre suggerimenti per il visitatore:
1) Guardare il video iniziale che mostra come si fa una bambola, per capire l’essenza di una NINGYŌ (“NING” = “uomo” e “GYŌ” = “forma” in giapponese). Io sono rimasta basita vedendo intagliare gli occhi dalla faccia bianca.
2) Una volta fatto il giro della mostra, rifarlo – per catturare più bellezza in maggiore dettaglio, compresa qlla del nobile palazzo Barolo dell’autentica Torino, sede della mostra
3) Sfogliare e comprare il catalogo. È un’edizione stupenda curata da Yoshin Ryu, realtà culturale che ha progettato l’evento: fantastiche immagini e testi colti, ricchi e bilingui in italiano e in inglese.


Torinesi per un giorno? Ecco che cosa non perdersi nei pressi di Palazzo Barolo.
Una passeggiata nel cuore del quadrilatero romano vi permetterà di scoprire i giovani stilisti torinesi e i loro atelier. Gli amanti dello stile minimal non disdegneranno una capatina da Born in Berlin (leggi qui), in via delle Orfane; un portone più in là, segnaliamo anche il bellissimo Orfane 30, dove vi aspettano le borse Marakita (leggi qui) e molti giovani stilisti selezionatissimi. Siete più tipi da vintage? Gli imperdibili sono Magnifica Preda (via Sant'Agostino 28) e il curatissimo La terra delle donne (via San Domenico 18).
Troppo shopping vi ha messo appetito? Andate a colpo sicuro in Piazza della Consolata (oltre alla omonima chiesa che merita una visita) troverete ad aspettarvi il Caffè del Bicerin (leggi qui) e le sue golose specialità, chi desiderasse qualcosa di più sostanzioso di una cioccolata non ha che da scegliere tra i moltissimi i locali per l'aperitivo, mentre per una cena piemontese doc il nostro consiglio sono Le tre galline (via Bellezia 37).

Bambole Giapponesi - NYNGYO
Palazzo Barolo, Via delle Orfane
fino al 19 dicembre 2010
Orario: da martedì a venerdì 15-20; sabato e domenica 10-20
Per arrivare: dalla Stazione Porta Susa, autobus Star Due oppure è possibile raggiungere Palazzo Barolo a piedi percorrendo Via Garibaldi per circa 1 km; da Porta Nuova, autobus n.52. I biglietti si comprano in tabaccheria.

martedì 9 febbraio 2010

Per tutte le ragazze del '56, '57 o giù di lì

di  Laura Agatone


Quale "ragazza"  nata in quegli anni non ha giocato con le bambole Furga e tutto il loro guardaroba? Susanna era la bambola fatta quasi a tua immagine e somiglianza: eri rossa? La tua era Sheila; forse eri bionda? E allora Sylvia corrispondeva alle tua aspettative!
Tra il 1965 e il 1968 la Furga (nota azienda italiana di giocattoli) crea bambole teen-ager, con lunghi e fluenti capelli pronti per essere acconciati in mille modi, corredate da vestiti e accessori vari. Ispirate alle attrici, cantanti e mannequin in voga negli anni '60 le "3 S" (cioè Susanna, Sheila e Sylvia) riscuotono un successo enorme: vestendo, pettinando e giocando con la propria bambola le bambine dell'epoca si proiettavano in un mondo fantastico fatto di frivolezza e civetteria, preparandosi  a vivere in modo diverso dalle precedenti generazioni la propria femminilità.
Per tutte le nostalgiche (e non) della loro infanzia e delle mitiche bambole, Dolce e Gabbana, nella linea D&G per l'autunno inverno 2009/2010, hanno prodotto delle originalissime T-shirt che ritraggono le tre bambole nella loro edizione originale corredate dalla pubblicità dell'epoca. Non ci posso credere, grazie D&G!
P.S. Guardate nella foto com'è smagliante ancora oggi la mia Susanna!

domenica 31 gennaio 2010

Sondaggio n° 1 - Chi ha vestito Barbie?


Lo ammettiamo, abbiamo esagerato, come primo quiz era veramente difficile... e infatti solo una meritevole ha indovinato. La Barbie misteriosa fa parte di una serie limitata del 2000 e indossa la riproduzione di un vestito da sera di Givenchy del 1956. Bello, vero?
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