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giovedì 6 ottobre 2016

In prima linea. Donne fotoreporter in luoghi di guerra



Oggi siamo state all'anteprima stampa della mostra fotografica "IN PRIMA LINEA. Donne fotoreporter in luoghi di guerra". La mostra, ospitata da Palazzo Madama Torino e fortemente voluta dalla reporter croata adottata da Torino Andreja Restek, riunisce il lavoro di quattordici fotoreporter  di guerra che, armate solo di macchina fotografica e con la compagnia costante della paura, hanno deciso di lasciare la tranquillità della vita quotidiana per far conoscere al mondo realtà di guerra e violenza che troppo spesso preferiamo dimenticare. 


di Alison Baskerville

Viste così (le reporter erano tutte presenti alla conferenza stampa, ad eccezione di Camille Lepage uccisa durante un'imboscata nella Repubblica Centrafricana) sono molto lontane dall'immaginario romantico che tutti noi abbiamo del fotoreporter ma Linda Dorigo, Virginie Nhuyen, Jodi Hilton, Andreja Restek, Annabell Van den Berghe, Laurence Geai, Capucine Granier-Deferre, Diana Zeyneb Alhindawi, Matilde Gattoni, Shelley Kittleson, Maysun, Alison Baskerville, Monique Jaques e Camille Lepage sono la dimostrazione che le donne in guerra ci sono, fanno un ottimo lavoro e, per rispetto di chi ha perso tutto, sanno anche trattenere le lacrime (almeno fino a quando non sono tornate a casa), come ha detto Andreja Restek.

di Linda Dorigo
di Camille Lepage

Ognuna delle reporter ha scelto 5 tra le proprie foto più significative per un totale di 70 immagini in mostra;  immagini con un valore sicuramente estetico ma anche etico, un'occasione per riflettere sulle guerre contemporanee e sulla devastazione che portano nelle vite di chi - uomo, donna, bambino, animale - è costretto a subirle. Non è un tema allegro ma decisamente vale una visita.


di Andreja Restek

Palazzo Madama Torino 
7 ottobre - 13 novembre 2016
Tutti i giorni tranne il martedì dalle 10 alle 18.
Per chi volesse incontrare personalmente le reporter, l'appuntamento è il 7 ottobre alle 21 al Circolo della Stampa - Torino.


di  Capucine Granier-Deferre

giovedì 22 settembre 2016

Atlante degli abiti smessi - la recensione


Atlante degli abiti smessi, un titolo intrigante per un romanzo lieve, delicato, in cui il racconto delle vicende della protagonista si intreccia alle descrizioni degli abiti che hanno segnato la sua vita. Abiti amati, abiti trascurati, abiti di cui prendersi cura, proprio come con le persone.



Eleonora, la protagonista, da Parigi dove si è trasferita, scrive alla figlia Corinne per spiegare le ragioni delle sue scelte, lettere e messaggi in cui la storia della vita e quella degli abiti preferiti sono un tutt'uno che si mescola in un affascinante racconto, come del resto nella vita di molte di noi. E i consigli da madre a figlia non sono solo su come affrontare la vita ma anche su come affrontare il variegato mondo degli abiti.




Concentrandoci sulla parte dei vestiti, bisogna dire che l'autrice li descrive in modo geniale: in ogni pagina sono protagonisti gli abiti, ma una volta tanto non si parla di collezioni divise per stagioni, non si parla di firme, di marchi, di prezzi, non si parla di capispalla o accessori. I vestiti sono descritti si per categorie, ma sono categorie dell'anima, categorie dell'uso quotidiano, categorie dell'amore per i vestiti in sè e per sè, categorie in cui non è possibile non riconoscersi.




Qualche esempio? I "vestiti che diventano pazzi", cioè quelli che diventano sbilenchi, soprattutto se di maglina, tra aiutare con opportune sottovesti; o i "vestiti che t'intristiscono": chi non ha nell'armadio qualche vestito che fa diventare gobba o sproporzionata? Una categoria decisamente da evitare, insieme ai "vestiti che ingrassano" e a quelli "nati sbagliati", eccessivi o inadatti, come certi tailleur dal carattere troppo forte, che sono fortunati se escono dall'armadio un paio di volte all'anno.
Ci sono i "vestiti che sembrano nuovi" anche se li hai già messi un milione di volte e quelli che "si macchiano da soli" (e qui ne so qualcosa...). Ci sono i "vestiti sinceri", quelli che portano le cicatrici di un lungo uso, come il segno dell'orlo allungato o di un bottone spostato che lascia l'orma sul tessuto e i "vestiti elfi", che scompaiono quando ne hai bisogno per ricomparire quando ormai non ci speri più esattamente dove li avevi cercati.


Si può leggere l'Atlante degli abiti smessi tutto d'un fiato, per vedere che cosa succede, ma io consiglio di gustarlo poco per volta, di leggerlo a piccole dosi e assaporare bene il "catalogo" degli abiti e tornare a rileggere ogni tanto i brani in cui ci siamo riconosciute. Un'occasione per riflettere senza annoiarsi e perchè no, provare a ricrearsi un proprio "atlante degli abiti" personale, ispirate da Elvira Seminara.

Elvira Seminara, Atlante degli abiti smessi, Einaudi, € 17.

lunedì 22 febbraio 2016

Fashion - la mostra

Tino Soriano - Roma 2015
A Torino, a Palazzo Madama, fino al 2 maggio si può visitare la mostra "Fashion. Moda e stile negli scatti del national Geographic". Qui la moda non è quella delle passerelle, degli scatti pubblicitari o degli editoriali delle riviste di moda, 62 foto di grande formato documentano moda e stile in luoghi e anni diversi, in una sorta di anticipazione delle foto di street style.





Le foto in mostra sono una selezione di scatti pubblicati dalla rivista National Geographic dagli anni Quaranta ad oggi. Sono interessanti perché più che la moda degli atelier documentano lo stile personale, attraverso il tempo e attraverso i luoghi. Alcune foto sono senza tempo, altre uno specchio dell'epoca in cui sono state scattate, una commistione affascinante che offre un taglio diverso su quello che comunemente intendiamo come moda.

Steve Raymer - Stati Uniti 1941
Anthony Stewart - Bahamas 1958
Georg Grster - Burkina Faso 1979
Reza - Turchia 1994

"Fashion. Moda e stile negli scatti del National Geographic"
Palazzo Madama, piazza Castello, Torino
Il biglietto costa 10 € (€ 14 mostra+museo)
Orari: 10-18, domenica orario prolungato fino alle 19; chiuso il martedì. 

martedì 9 febbraio 2016

#WowTorino



Torino è ormai una meta turistica a tutti gli effetti e, mentre il New York Times la annovera tra le città da visitare nel 2016, Marcella Pralormo pubblica #WowTorino, una guida alla città diversa dalle altre. Piccola, leggera, perfetta da tenere in borsa, la guida è suddivisa per quartieri, una struttura comoda che permette di avere tutto quello che può offrire una zona di Torino a portata di mano (o di camminata) senza dover saltare continuamente da un capitolo all'altro. E' perfetta per i forestieri che vogliono andare oltre i luoghi strettamente turistici ma anche per i torinesi curiosi, in cerca di posti sfiziosi e originali.



Marcella Pralormo, l'autrice - direttrice della Pinacoteca Agnelli - è una torinese doc e, dopo anni passati a offrire consigli agli ospiti in città, ora li condivide con #WowTorino.
Cosa troviamo in questa piccola guida che, tra l'altro, è disponibile sia in versione italiana che inglese? Lo spiega Marcella stessa:  "L'ho costruita pensando a cosa cerco io stessa quando vado in una città che conosco poco: arte, musei, buon cibo per tutte le tasche e negozi interessanti".
Per ogni quartiere sono segnalati sinteticamente musei e gallerie d'arte, posti dove mangiare - dai ristoranti stellati ai bar dove prendere un semplice panino - librerie e negozi indipendenti.




Visto che su Torino Style parlare di shopping è un'attività istituzionale, spendiamo due parole in più per la selezione di negozi di Marcella, un prezioso vademecum per chi vuole sfuggire dall'omologazione delle catene e cerca invece la creatività e l'originalità dei negozi indipendenti, che peraltro sono uno dei vanti della nostra città.
Non facciamo nomi perchè vogliamo lasciarvi la curiosità di leggere la guida: di alcuni ne abbiamo parlato anche su Torino Style, di altri no - o non ancora - ma vale certamente la pena curiosare un po' tra gli indirizzi che ci segnala Marcella, secondo i propri gusti e il proprio stile. 

Marcella Pralormo, #WowTorino, Corraini Editore, 2015, € 7. 
On line su Amazon, IBS, Corraini; a Torino, nelle librerie Luxemburg, Bodoni, Oolp e nei bookshop di Camera e Pinacoteca Agnelli.


foto di Anthony Marasco

martedì 29 settembre 2015

Il magico potere del riordino di Marie Kondo - la stroncatura


Nel nostro mondo occidentale di benessere, l'abbondanza è una costante e l'eccesso frequente. Chi può dire sinceramente di possedere solo l'essenziale e mostrare una casa minimal perfettamente ordinata? Noi no di certo e per questo, anche a seguito del buzz multimediale, questa estate ci siamo dedicate allo studio del libro di Marie Kondo, Il magico potere del riordinoUna lettura certamente interessante, anche se dobbiamo confessare che non ci ha illuminate come è successo a tante altre persone, anzi, ci ha lasciato un po' perplesse: nessuna rivelazione risolutiva ma un mix di ovvietà e soluzioni a dir poco bizzarre.


La teoria 

Il concetto base dell'ordine di Marie Kondo è una vecchia massima della nonna: "un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto", e su questo, niente da dire. E' vero che se troviamo una collocazione per tutto e la usiamo subito, senza lasciare roba in giro, tutto sarà certamente più ordinato e facile da trovare, ed è altrettanto vero che meno cose abbiamo, che siano vestiti, oggetti, libri, mobili e qualsivoglia altra cosa, più sarà facile tenerle in ordine e semplificare la nostra vita.

L'altro caposaldo di Marie è "conservare solo le cose che ci danno un'emozione", liberarsi di tutte le altre. Anche qui non possiamo che essere d'accordo, però...
Però buttare via alla disperata, cercando di riempire più sacchi dell'immondizia possibile, ci sembra troppo! Marie è una "buttatrice" convinta e tutto ciò che non viene utilizzato e occupa spazio prezioso deve finire senza pietà nel cassonetto dell'immondizia: non va regalato ad altri (perchè davanti a un regalo difficilmente si dice di no) perché finirebbe per intasare gli armadi altrui, e i charity-shop non vengono neanche menzionati. 

Riguardo all'evitare di comprare oggetti inutili e sulla buona abitudine di monitorare almeno una volta all'anno il contenuto degli armadi ed eventualmente buttare robaccia senza futuro e riutilizzo, ci trovate perfettamente d'accordo ma, un conto è il vecchio Motorola Star Tack che giace nell'oblio dal 1999, tutto un altro paio di maniche sono oggetti di valore che, anche se non utilizzati, sarebbe sacrilego buttare nell'immondizia. Sbatto nella campana del vetro il vecchio servizio di Baccarat della nonna che in effetti non uso mai perché è troppo delicato? Il ritratto del trisavolo con la faccia antipatica andrà nell'indifferenziato? E i moon boot che non metto più dalla nevicata del 2012 che faccio, li butto? E sei poi quest'inverno vengono 30 cm di neve cosa metto nei piedi?


Le assurdità

Oltre ad impennare i costi di smaltimento rifiuti, Marie ci fornisce anche alcune soluzioni organizzative a dir poco "stravaganti" e poco funzionali. Funzioneranno magari per gli amici del sol levante ma noi ci siamo trovate decisamente "lost in translation".



Non fare il cambio di stagione ma tenere tutto nell'armadio suddiviso per "pesantezza" del capo: la lana tutta insieme, i capi di cotone, ecc...
I vantaggi sono che si risparmia il tempo dedicato al cambio di stagione e in questo pazzo mondo di cambiamenti climatici repentini si ha tutto a portata di mano. Sarà... ma a parer nostro, oltre a funzionare solo se si possiede un guardaroba piuttosto snello e si vive in un clima senza grandi sbalzi di temperatura, la soluzione presenta qualche problema. Il cambio di stagione è l'occasione ideale per lavare e rimettere in sesto capi che necessitano di riparazioni, per misurare le cose e regalare ai charity quello che non ci piace più o non è più della nostra taglia. Evitando questo passaggio fondamentale i capi che mettiamo di rado (o mai) resteranno dimenticati per decenni in fondo a qualche cassetto. Senza dimenticare le insidiose tarme (ci sono solo a casa mia?), se la lana non viene messa via pulita e circondata da naftalina o simili, al momento buono l'amato golfino di cashmere sarà ridotto a un colabrodo!



Buttare i libri. Perchè non farne un bel rogo? In passato andava di moda! Sarò all'antica ma buttare i libri mi sembra sacrilego. Vero è che la maggior parte dei libri che abbiamo in casa non verranno aperti una seconda volta. Personalmente l'anno scorso ho fatto un bel censimento e ho regalati alla biblioteca di quartiere tutti i libri che era evidente non avrei mai più riletto. 



Strappare le pagine ai libri e conservare solo gli estratti interessanti. La domanda sorge spontanea: fa più disordine un libro in più o un dossier pieno di fogli svolazzanti che, al momento buono, non saremo in grado di ritrovare? O ancora peggio, la teoria molto zen di buttare via le foto e conservare i ricordi nel proprio cuore vivendo al massimo il presente... Certo l'ordine e lo spazio ne guadagnano, però chi ha il coraggio di farlo???




Altre teorie sono un po' strane, ma si potrebbero anche provare, tipo piegare i vestiti in modo che siano visibili in verticale (ma per questo ci sono le lezioni private di Marie) o non appaiare i calzini "appallottolandoli" insieme a coppie ma piegarli elegantemente a gruppi di due. Adesso non so quanti calzini abbiate e come sia il loro cassetto ma quanto può durare una coppia così poco ben saldata? L'orgia del calzini è alle porte!

Detto questo, Marie Kondo dà anche delle dritte utili per tenere a bada il disordine e soprattutto ci fa riflettere su che cosa è importante per noi, forse lo spunto più interessante della sua teoria. 

Ora però siamo curiose di sapere quante tra le nostre lettrici appartengono alla categoria delle accumulatrici e che cosa pensate di questo libro.


Marie Kondo - Il magico potere del riordino
Vallardi, 13.90 euro

pics via Pinterest

martedì 22 settembre 2015

Neve Cosmetics - Tre prodotti top

Entriamo anche noi in campo nella ridicola diatriba legale tra Nivea e Neve Cosmetics, come se prodotti dal concept agli antipodi e che neanche si trovano nello stesso tipo di negozio (vedi grande distribuzione e supermercati vs erboristerie e negozi di nicchia), potessero essere confusi tra loro solo perché iniziano con la stessa lettera; anyway... abbiamo colto l'occasione per parlare dei prodotti Neve che più ci piacciono. 
Ecco la nostra list degli immancabili:




Palette elegantissimi - 25 euro
Indispensabile sia per il trucco naturale da tutti i giorni che per smokey eyes (per chi è capace a farlo). Da quando  mi è stata regalata da Giulia praticamente non ho più usato altro. L'ombretto dura a lungo, non irrita gli occhi e, last but not least, è veramente opaco. Non so voi ma io in molti sedicenti opachi in commercio qualche pagliuzza sberluccicante la trovo sempre...



Set pennelli  - 22 euro
I pennelli Neve hanno, per me, il miglior rapporto qualità/prezzo sul mercato. 
Ho acquistato questo set ormai diversi anni or sono: ai tempi era venduto come set da viaggio ma io l'ho sempre usato anche a casa ed è uno starter kit perfetto, a cui non manca veramente nulla. Lavato mille volte è ancora come nuovo. 
Successivamente ho anche comprato un kabuki e un flatbuki che, con le loro setole ultra-compatte, sono per i migliori per stendere il fondotinta minerale. 



Fondotinta minerale - 13 euro
Lo so, il fondotinta minerale o lo si ama o lo si odia... A noi piace usarlo sopratutto in estate, quando il fondotinta in crema opprime i pori e rende subito la pelle lucidina. Se, come Giulia, avete un sottotono rosa questo sarà praticamente l'unico fondotinta adatto a voi in commercio e, una volta comprato, sarà difficile separarsene.

pics via Neve Cosmetics

giovedì 5 febbraio 2015

Il mondo in una tazza - la mostra

Confesso che il caffè non lo berrei mai nel bicchiere,
ma bensì nella chicchera di porcellana,
o per lo meno di terra finissima di Savona
e così è la moda.
Francesco Redi


via intimateweddings

Ultimamente ho una nuova (collezionabile, ahimè) mania: la porcellana.
Sogno servizi scompagnati ma molto retrò in cui mangiare ogni giorno ed infinite tazze da tè per passare i pomeriggi invernali con le amiche a votare la tisana perfetta.
Proprio al culmine di questa mia nuova fase monomaniacale ecco giungere l'invito alla mostra "Il mondo in una tazza". Potevo resistere?
Così mi sono catapultata a Palazzo Madama Torino - sede della mostra - dove tra signori elegantissimi e molto competenti ho scoperto un sacco di cose interessanti:



La tazza è nata dall'esigenza di sorbire le nuove bevande introdotte dall'Oriente e dal Nuovo Mondo (tè, caffè e cioccolata), per realizzarle cosa poteva essere meglio di un materiale prezioso e ricercato come la porcellana?





Nei primi tempi queste esotiche bevande si bevevano rigorosamente in porcellane bianche provenienti dalla Cina e dal Giappone, poi le manifatture europee (e torinesi, come la Real Fabbrica delle Porcellane di Vinovo) apprendono la lavorazione della porcellana 
sbizzarrendosi in nuove forme, colori e decori: motivi orientali, naturali, paesaggi, scene mitologiche, fino a pezzi di bravura come effetti traslucidi e trasparenze.


Cameriere, c'è un insetto nella tazza!
Nel Seicento, incisioni paesaggistiche tedesche e olandesi
venivano riprodotte con certosina pazienza su tazze e piattini.


tazza traslucida "effetto pizzo" della manifattura Du Paquier.

questa è la mia preferita.
un set da colazione con bicchiere per l'acqua, tazza da cioccolata e vassoio a conchiglia per i biscotti.
Chi non vorrebbe iniziare la giornata così? 

Il mondo in una tazza 
Storie di porcellana
Palazzo Madama Torino
30 gennaio - 19 aprile 2015 

venerdì 19 dicembre 2014

Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare - la recensione

Non tutti sanno che... qualche anno fa, in occasione del 150°dell'Unità d'Italia, Torino è stata sede di diversi raduni militari. In questa occasione ho avuto l'opportunità di lavorare per il negozio di gadgets gestito dall'Associazione Nazionale Alpini. Un tappa forse poco glamour ma molto felice del mio curriculum, in cui sono stata coccolata come mai mi era successo sul posto di lavoro (e temo non accadrà mai più...).   


insieme al mio staff in un momento di relax

Tra i  prodotti in vendita c'erano anche quelli dello Stabilimento Chimico Farmaceutico MilitareFondato nel 1853 per volere di Carlo Alberto, aveva il compito di preparare tutti i medicinali necessari per il servizio sanitario e veterinario militare; oggi collabora con altre Istituzioni del settore producendo diversi tipi di materiali sanitari (oltre ai farmaci, prodotti alimentari, cosmetici, liquori e integratori). 
Noi naturalmente non ci siamo fatte sfuggire l'occasione per testarne qualcuno e ce ne siamo innamorate follemente! 
Prodotti dal rapporto qualità prezzo imbattibile, una volta riservati solo ai militari e alle loro famiglie, oggi lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare li ha messi a disposizione di tutti sull' on line shop, perché non approfittarne?!


Crema dermofila - 100 ml (10 euro)

Questa crema mi ha letteralmente conquistata, si stende bene, si assorbe in fretta ed è eccellente sia come base da trucco che come crema notte. L'eccellente rapporto qualità -prezzo fa sì che sbaragli qualsiasi concorrenza sul mercato. Io l'ho utilizzata principalmente come crema viso ma in realtà le sue origini sono quelle di una crema multi-purpose (non credo che i militari, almeno gli uomini, facciano largo uso di crema viso), è eccellente per scottature, prurito e irritazioni della pelle.
La crema dermofila vince il premio di mia crema preferita in assoluto! 



Soluzione dermofila - 200 ml (10 euro)

E' stretta parente della precedente ma dalla texture un po' più liquida. La soluzione dermofila è adattissima ad essere utilizzata come crema corpo ma la sua composizione la rende perfetta anche come struccante (così ci si strucca ed idrata in un colpo solo) o per lenire piccole ferite, ideale quindi anche come dopobarba.

  

Dentifricio alle erbe - 100 ml - (2.50 euro)

Ok, non sarà fighetto e "instagrammabile" come il Marvis ma questo dentifricio è fresco, fa il suo dovere ed è certo più virile del dentifricio alla violetta (se non mi date retta poi non lamentatevi che gli uomini non sono più quelli di una volta).


Acqua di Colonia - 100 ml. (12.50 euro)

Quale profumo piace davvero agli uomini? Nessuno, temo, ma a tutti piace l'Acqua di Colonia. A lui perchè sa di fresco (ma virile), a voi perchè basta una sniffata per tornare indietro a quando la poltrona più comoda erano le ginocchia del nonno. 



Cioccolato militare - 100 gr. (1.60 euro)

Non tutti quelli che hanno fatto la naja ne serbano un buon ricordo, ma tutti quelli che hanno fatto la naja rammentano con affetto il cioccolato militare. Regalatelo a Natale alla vostra dolce metà e lo vedrete piangere dalla commozione manco fosse un I-Phone 6 (e spenderete molto meno).


Boli con mentolo ed eucaliptolo - 50 gr. (2.60 euro)

Tossetta che non passa? Allergie alla polvere/polline che danno fastidio alla gola?
Con i boli passa tutto in un batter d'occhio, come diceva uno slogan dei miei tempi "provare per credere"!


I prodotti citati in questo post sono stati da me acquistati e testati. 
Questi stessi, e molti altri, li trovate nell' on line shop dell'Istituto Farmaceutico Militare.

lunedì 3 novembre 2014

In cucina con Tramezzino.it


I più attenti tra i nostri lettori ricorderanno che siamo tra le adepte della religione di Lord Sandwich. Difficilmente riusciamo resistere alla tentazione di un tramezzino come si deve e, siccome quando una cosa ci piace diventiamo molto curiose, siamo riuscite a farci ospitare nella cucina del laboratorio torinese di Tramezzino.it. Marchio conosciutissimo in tutta Italia per il tramezzino delivery e catering, da un paio d'anni ha aperto un proprio ristorante nel centro di Torino, dove scegliere tra le infinite varietà proposte è un'impresa più ardua del previsto.


Oltre alle classiche ricette "a tema" come carne, salumi, vegetariani, di mare o light, ormai cavallo di battaglia di Tramezzino.it, lo store torinese propone anche una serie di vere e proprie ricette inedite, frutto dell'estro creativo di Remo, responsabile della cucina e appassionato "inventore" di accostamenti sempre nuovi. 
L'idea di creare nuove varianti è nata dai piatti veri e propri - racconta Remo - ogni giorno, per offrire più scelta, in alternativa al tramezzino prepariamo anche tre piatti "veri", garantendo come sempre ingredienti freschissimi che variano a seconda della stagione. Cucinando, è venuta l'idea di declinare qualche ricetta in versione tramezzino.  

Remo alle prese con un'ordine di tramezzini delivery

I clienti felici sono sempre un ottimo stimolo per la fantasia e, siccome le nuove proposte sono state un successo, Remo e il suo staff hanno cominciato a pensare come racchiudere tra due fette di pane anche i piatti tipici della tradizione piemontese. Sono nati così i tramezzini "ricette regionali": ingredienti e ricette che conosciamo da sempre si adattano molto bene anche alla versione in mezzo al pane, ed è una piacevole scoperta poter gustare sapori che sanno di cucina della nonna anche durante una frettolosa pausa pranzo!


Scegli un colore! 
Verde per i vegetariani, blu per il mare, rosso per la carne e nero per le ricette regionali.
Cosa ti va di mangiare oggi?

Le nuove ricette di tramezzino vengono introdotte temporaneamente in menu, e se ai clienti piacciono diventano una presenza fissa - prosegue Remo -  è bello sentire i pareri e i commenti dei clienti e spesso sono proprio loro a dare nuovi spunti per variare le nostre proposte.

Ecco un nuovo tramezzino pronto per il test cliente,
se piacerà verrà introdotto nel menu fisso.

Quest'estate uno dei tramezzini più apprezzati è stato quello 'robiola alla menta e zucchine grigliate'; durante il periodo della fiera del peperone di Carmagnola non può mancare il tramezzino 'peperone e acciuga', altro grande classico piemontese, mentre in autunno uno dei tramezzini più richiesti (e golosi n.d.r.) è 'lardo d'Arnad, castagne e miele'.


Noi abbiamo assistito proprio alla preparazione di quest'ultimo e nonostante avessimo appena finito di pranzare l'effetto acquolina in bocca è stato immediato!


Una volta pronti, i tramezzini vengono incellophanati ed etichettati uno ad uno, questo non solo per questioni estetiche e igieniche ma anche perché il ripieno si mantenga fresco per tutta la giornata. 
E se Maometto non va alla montagna... (leggi giornataccia in ufficio), potete farvi recapitare tutti i tramezzini che volete a domicilio, casa o ufficio che sia, basta scegliere i gusti preferiti e ordinare telefonicamente, i vostri tramezzini arriveranno freschi freschi in questa bella scatoletta.


Tramezzino.it 
Shop e laboratorio - via fratelli Calandra 18/20, Torino
Delivery - 011 8123541
lun-ven dalle 7.40 alle 19.00
sabato e domenica chiuso


per


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