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domenica 17 aprile 2011

Stile anni '40 per l'Atelier di via Tessore


Fra le tante tendenze della primavera, segnaliamo qualcosa fuori dal coro, la collezione dell'Atelier di via Tessore (di cui abbiamo già parlato qui), che s'ispira all'eleganza sobria degli anni '40 e valorizza la figura femminile con tagli decisi e linee pulite, impreziosite da ricami e applicazioni. I colori sono quelli naturali, tipici dell'estate classica: bianco, sabbia, grigio, insieme all'intramontabile nero per la sera.

 

L'Atelier crede nella moda "naturale", che vuole dire scegliere di utilizzare solo fibre naturali lavorate in Italia, di riutilizzare bottoni, chiusure, elementi decorativi di abiti non più in uso, di lavorare insomma avendo sempre in mente i valori dell'eticità e della ecosostenibilità, il che si traduce anche in un rapporto con i clienti improntato alla massima disponibilità. I prezzi dei capi primavera/estate vanno dai 130 ai 350 euro. 

La collezione nasce dalla condivisione di idee e saperi dei cinque stilisti dell'atelier:
Lucie Bourlier e Angelo Lapi come responsabili della creatività, Giampiero Capitani e Paola Paletto come responsabili della sartoria e Dina Lorenzon per la parte della maglieria.


Info e contatti:
Paola Paletto:
paletto@atelierdiviatessore.it
+39 333 6742582

giovedì 2 dicembre 2010

Sfilata Unica Atelier di Via Tessore


Doppia sfilata per la Collezione Unica dell'Atelier di via Tessore (leggi qui), prima l'esordio "in casa", a Pinerolo, e poi la presentazione al Maison di Torino in una notte di neve.


Apre le danze Angelo Lapi (per saperne di più, leggi qui), con una collezione molto sartoriale, basata su drappeggi e trasparenze. Miniabiti e top da sera per ragazze giovani e dinamiche, ma anche una mantellina e una giacca con il collo ad anello in pelliccia per affrontare il freddo, tutto giocato sul nero, il blu e il cipria.

  
Paola Paletto (per saperne di più leggi qui) colpisce per la semplicità delle linee fuori dal tempo e dalle mode, con abiti, giacche e pantaloni dal design rigoroso su cui risaltano molto gli accessori. Le modelle portano turbanti di seta e in mano hanno rami autunnali, un rimando alla natura che è la principale fonte di ispirazione per la creatività di Paola.


Segue la maglieria di Dina Lorenzon, con modelle che sembrano preraffaellite in versione gipsy e ad ogni giro di passerella tolgono uno strato, rivelando ogni volta il virtuosismo di Dina che realizza abiti, gonne, maglie, mantelle, scialli, rigorosamente a mano, creando modelli e motivi in base al tipo e al colore dei filati che sceglie di volta in volta.


Gran finale con la moda uomo di Gianpiero Capitani, che rinnova i modelli classici delle collezioni maschili con originalità ma senza stravaganze, giocando sui tagli e sulle pieghe di giacche e pantaloni e utilizzando tessuti tipicamente maschili in modo inconvenzionale, come nel completo a pied-de-poule, ad esempio. Alcuni modelli sarebbero bellissimi anche da donna. E da donna - vera - sono i due luccicanti abiti da sera che hanno chiuso la sfilata, ancora firmati da Gianpiero Capitani, lineee morbide e tagli trasversali per valorizzare il corpo anche quando la taglia non è una 40.

domenica 21 novembre 2010

Su misura per te - Atelier di via Tessore

 
Un abito su misura: un vecchio-nuovo lusso a cui ci siamo disabituati. Un'atmosfera senza tempo che abbiamo assaporato andando "in visita" all'Atelier di Via Tessore a Pinerolo (TO). Lo spazio è un loft caldo e accogliente, dove si viene ricevuti  dall'affiatato gruppo formato da Dina Lorenzon, Lapi (leggi qui), Paola Paletto (leggi qui) e, last but not least, Giampiero Capitani. A loro piace definirsi  "Spa del vestire" e, in effetti, se ne esce rigenerati. All'Atelier si lavora come una volta, tempo e attenzione non sono un optional, il dialogo e la soddisfazione del cliente sono finalmente posti al centro dell'attenzione. L'obbiettivo comune è il lavoro sulla persona: si parla, si individuano le esigenze, vengono valutati insieme pregi e difetti per una consulenza mirata che prima individuerà e poi realizzerà  il capo perfetto per ogni cliente, che non solo valorizzi il fisico ma rispecchi anche la personalità di ognuno.


Spesso i clienti arrivano senza un'idea chiara, in molti, abituati al prodotto confezionato, si trovano spiazzati dinnanzi alla prospettiva di poter scegliere a tutto campo e non riescono a focalizzare le proprie necessità e richieste - ci racconta Giampiero - è una questione di abitudine, infatti, passato l'imbarazzo della scelta iniziale, segue l'entusiasmo di poter fare finalmente tutto ciò che si vuole.


L'Atelier di via Tessore è nato nel 2009, per iniziativa dell'Associazione Culturale Filo Conduttore, con lo scopo di valorizzare e promuovere sartoria, maglieria e tutto il "fatto a mano". La filosofia dell'Atelier è quella di "uscire" dall'isteria dello scintillante e frenetico mondo del fashion biz per concentrarsi sulle singole esigenze e su un concetto di Atelier all'antica, proprio come quelli che resero celebri sarte come Schiaparelli, Vionnet o Chanel e, proprio come gli atelier di una volta, via Tessore si presenta come uno spazio estremamente dinamico.

 

Atelier all'antica ma con un occhio al futuro, attento all'ecosostenibilità e  all'utilizzo di fibre naturali; da qualche tempo sta portando avanti, in collaborazione con AssoCanapa, un progetto a sostegno dell'utilizzo della canapa, fibra tessile dalle molteplici qualità, che merita a pieno titolo di essere reintrodotta nei nostri guardaroba.

                           capi in maglia di Dina Lorenzon                 abito da sposa di Paola Paletto

La collaborazione con Assocanapa è iniziata nel 2009 e inizialmente prevedeva la realizzazione di alcuni abiti da esporre alle fiere ma, a poco a poco, la scelta della canapa ha preso piede ed è diventata uno dei cavalli di battaglia (ma non l'unico!) dell'Atelier, tanto che proprio un abito in canapa creato da Giampiero Capitani e dipinto a mano da Lorena Signori è stato esposto all'Expo Universale di Shangai come testimonianza dell'eccellenza italiana.

Per info e contatti (leggi qui)

Paola Paletto, Dina Lorenzon e Giampiero Capitani (Lapi sta facendo la foto?)
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