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giovedì 24 aprile 2014

Brand we love: Audley London




Come i nostri lettori più fedeli ricorderanno, qualche mese fa Maurizia ha avuto il piacere di visitare lo stabilimento che produce le scarpe Audley London ad Alicante (leggi QUI il post). Nell'occasione abbiamo avuto anche qualche anticipazione sulla collezione primavera/estate 2014, ma aspettavamo che il clima fosse propizio all'acquisto di scarpe aperte e sandali per mettervene a parte.

Jasy si richiama alle sedie di Gerrit Rietveld (se le cercate in rete capirete il perché)

I designers di Audley, i londinesi Tim e Fiona Slack, per la collezione in corso si sono ispirati al lavoro di tre architetti innovati, ognuno nella propria epoca: 


Charles Rennie Mackintosh 




Gerrit Rietveld 




Richard Artschwager 



(se volete saperne di più sarò lieta di illuminarvi, ma in questo post non posso dilungarmi in considerazioni artistico-filosofiche sennò Maurizia mi censura). 

Jamie, uno stivaletto molto Mackintosh (ma così ci sono anche sandali e decoltée)




Infatti se ci fate caso i modelli estivi hanno forme ispirate all'architettura minimalista: linee semplici, forme geometriche, abbinamenti di colore inusuali (permettetemi di aggiungere che c'è anche qualche influenza dell'arte giapponese).


Se avete letto il post saprete che per Audley London la comodità delle scarpe è una priorità assoluta, e questa è una delle ragioni per cui le adoro (l'altra è che adoro anche l'arte e l'architettura), perciò anche la scelta dei materiali è fondamentale. Per la primavera / estate sono stati scelti il cuoio e l'elastico, oltre alla gomma di suole e tacchi per una camminata super soft.

il sandalo Jacinta, in cuoio ed elastico. 
Questo è il modello Julia. 

Il blu, da solo oppure abbinato al bianco o al beige è uno dei colori base della collezione estiva, giocata sul contrasto tra colori primari o colori neutri. 






Il problema ora sarà quale scarpa scegliere??


Jennifer, un modello di ispirazione Artschwaeriana

Se volete vedere la collezione p/e completa, fare qualche acquisto sullo shop on line o sapere l'indirizzo dei negozi, cliccate QUI. 
Alle più secchione consiglio anche un giro sul board "influences 2014" di Pinterest, molto istruttivo.

venerdì 11 aprile 2014

Brand we love - Esprit


Noi so voi, ma noi dentro un paio di skinny non ci troviamo granchè a nostro agio. Dicevano che sarebbero tornati i pantaloni a zampa, dicevano... Ma voi li avete visti?! Decise a non piegarci alla moda dei super slim, continuiamo a indossare jeans consunti di parecchie stagioni fa, nella speranza che la moda (che dovrebbe educare al bello) si decida a far tornare in auge modelli più clementi con le forme mediterranee, perchè i jeans skinny mica stanno male solo a noi!



Vivendo in un mondo di denim rigorosamente dedicati alle ragazze androgine abbiamo sviluppato un radar per i modelli bootcut/svasati e quando li troviamo li compriamo a multipli di tre, perchè non si sa mai... In questi tempi bui un'unica ancora di salvezza: l'Esprit. Brand scoperto per caso parecchi anni fa è stato love at first sight. Ottimo il rapporto qualità-prezzo anche se per me il suo vero punto di forza è  la vestibilità (e questo vale non solo per i jeans), è perfetto per chi (come qualcuna di noi...) é un po' più oversize rispetto alla donna italiana media e ha difficoltà a trovare non solo la taglia, ma anche la lunghezza giusta per pantaloni e gonne.



il miraggio... jeans flared e  bootcut - Esprit 60 euro circa

Inoltre, fedele al suo stile fin dagli anni Settanta, Esprit è riuscito a ben interpretare la moda prestando attenzione ai trend del momento ma proponendo anche delle alternative non strettamente modaiole.
Porto sicuro per i pantaloni ma non solo, curiosando sullo store on line ho trovato parecchie cose carine (under 100 euro) che andranno ad arricchire la mia già copiosa wish list primaverile...


 so me!!!  Rispettivamente 80 e 70 euro per il tubino a quadretti e il wrap a righe

 gonnellina bicolor e pantalone ampio a 50 e 40 euro circa

Al momento Torino non dispone di un monomarca, dobbiamo quindi accontentarci del corner alla Rinascente o migrare ai centri commerciali fuori città, in alternativa si può sempre programmare un viaggio in qualche località Esprit friendly; occhio al peso della valigia però, perché Giulia ancora si ricorda quella volta in cui si è imbattuta nello store newyorkese e mi è toccato tirarla fuori per i capelli in previsione di un sicuro overweight. Come fare? Beh, per fortuna c'è lo store on line! 




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