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mercoledì 17 settembre 2014

Storia della moda al Victoria&Albert

Abito da sera Lanvin, 1957
Conoscete il Victoria & Albert Museum? A me piace moltissimo perchè ho sempre avuto un debole per le arti decorative e trovo molto divertente passeggiare tra le sale immaginando chi e come usasse gli oggetti nelle vetrine.
Inutile dire che la mia sezione preferita è quella del "textiles and fashion": ci ho passato una mattinata intera e ora vi propongo un piccolo percorso di storia della moda, scusandomi per le orribili foto (le ho dovute fare con il cellulare in un ambiente buio e affollato).


Bello questo vestito vero? Il tessuto ha una stampa molto carina, il modello è semplice, sembra fresco e portabile. Ma... non sono ancora arrivati i tempi di "sotto il vestito niente". Guardate che strutture dovevano indossare le nostre povere antenate... fanno passare immediatamente la voglia di sfoggiare un abito così affascinante.


Manica, gonfia-manica, copri-manica, per non  parlare di busti e crinoline


Qui sotto un outfit matrimoniale di inizio Ottocento e un panciotto 
ricamato con amore da una fidanzata con piccoli non ti scordar di me.



Cambiamo secolo con questo splendido abito bianco, certamente più confortevole rispetto ai precedenti. Linee sinuose e fluide segnano l'arrivo dell'era contemporanea.


Gli anni Venti sono di sorprendente modernità e rappresentano bene un decennio di euforia e voglia di divertimento dopo le tragedie della Prima Guerra Mondiale.
Frange, abiti sottoveste, pizzo... per caso vi ricordano qualcosa delle collezioni per questo inverno? Anche nella moda, nulla si crea e nulla si distrugge.



Il famoso soprabito trompe-l'-oeil di Elsa Schiaparelli


Bikini o intero? Due costumi in maglia degli anni Trenta che certamente all'epoca suscitarono scalpore. Quello bianco ai nostri occhi sembra più la pancera della nonna, ma ho controllato attentamente, è proprio un costume da bagno.



Anche gli anni Trenta sono estremamente innovativi nella moda; qui sotto una tuta da sera in tessuto disegnato da Jean Cocteau, un completo da sera di Chanel con camicia jabot, giacca e pantaloni di rete paillettata (dono di Diana Vreeland, by the way) e un abito da sera in due pezzi in crepe de chine. Potrebbero tranquillamente essere indossati anche oggi, non trovate?



Con la Seconda Guerra Mondiale tutto cambia radicalmente: da feste e lustrini si passa a privazioni e bombardamenti. Qui vedete un tailleur made in Britain accuratamente studiato per evitare sprechi, un modello che le donne britanniche erano vivamente incoraggiate ad adottare: gonna dritta (assolutamente abolite le pieghe!), giacca lineare con quattro bottoni (non di più!), il tutto in tweed inglese (vietato importare dai paesi nemici!). E non pensate che la borsetta sia uno sfizio, in realtà è una custodia per maschera anti-gas.


Finita la Guerra, arrivano gli anni Cinquanta a portare il New Look di Dior. Buttate via le tessere annonarie, non c'è più bisogno di fare economie e risparmiare stoffa, i volumi sono ampi, voluminosi e ritornano in auge bustini e sottogonne. Sembra un inno alla modernità dei nuovi tempi ma a guardare bene non trovate un richiamo forte alle linee Ottocento?



Con gli anni Sessanta tutto cambia, arrivano le minigonne, la moda per giovani alternativa e irriverente, si abbandonano le convenzioni dell'abbigliamento formale. Cambia lo stile di vita, cambia la società, cambia il consumo, cambia il modo di scegliere i vestiti. E' da qui che parte una nuova storia che arriva fino ad oggi e chissà dove ci porterà.


La sezione "Textiles and Fashion" del Victoria & Albert Museum fa parte delle collezioni permanenti. L'ingresso al Museo è gratuito.
 

lunedì 8 settembre 2014

Abiti da sposa molto speciali



Durante la mia permanenza a Londra, da topo di museo quale sono, ho passato un'intera giornata al Victoria&Albert Museum, in buona parte dedicata alla sezione 'textile and fashion'. Qui è allestita una mostra temporanea dedicata agli abiti da sposa, "Wedding Dresses 1775-2014", molto interessante sia dal punto di vista dell'evoluzione della moda sia dal punto di vista della considerazione sociale e del significato dell'abito.

Un abito di corte settecentesco (1775-80) indossato anche come abito di nozze.

Fino a tempi relativamente recenti, l'abito da sposa non era un unicum come oggi ma un abito da indossare più volte, anche per molti anni, e nel caso delle persone meno abbienti non era neanche fatto per l'occasione ma semplicemente il vestito migliore del guardaroba. Anche per questo, raramente gli abiti da sposa erano bianchi, una moda lanciata dalla regina Vittoria e poi affermatasi solidamente solo nel Novecento.

Un abito del 1841 in cotone bianco con motivi decorativi all'ultima moda. 
Il vestito venne indossato ripetutamente, come dimostrano diverse modifiche aggiuntesi nel corso del tempo


.

Fino agli inizi del Novecento, l'abito da sposa seguiva la moda del momento ma senza troppi slanci di fantasia. Era ancora in uso l'abitudine di indossare l'abito per anni, perciò il modello non poteva essere troppo bizzarro. Già dalla seconda metà dell'Ottocento, in Inghilterra, molte spose acquistavano l'abito da sposa nei grandi magazzini, che offrivano una buona scelta di modelli. La lavorazione a macchina e in serie permetteva di produrre abiti di qualità a prezzi inferiori delle sartorie



Due abiti provenienti da grandi magazzini londinesi, con ricami e pizzi realizzati a macchina. Quello viola è del 1899, quello bianco è datato 1902; entrambi sono abiti relativamente semplici, molto diversi dall'abito da sposa come lo intendiamo oggi.



La Belle Epoque segna un forte cambiamento nello stile di vita e di conseguenza anche nell'abito da sposa. Qui sotto ne vediamo uno del 1914, rigorosamente bianco, perfettamente aderente alla moda contemporanea, con un lungo strascico. E' in questo periodo che i giornali incominciano a dedicare spazio ai matrimoni importanti, con articoli e foto dedicati specificamente alla toilette della sposa che contribuivano ad accrescere la curiosità sull'abito e farne un mito.



Dopo la prima Guerra Mondiale la modernità avanza a grandi passi e c'è chi è anticonformista e preferisce sposarsi in rosso, come Helen Monica Maurice che nel 1938 sceglie un abito da giorno in seta rossa trasparente con sottoveste in seta artificiale e cintura a contrasto.


Tra gli anni Venti e i Settanta non è infrequente sposarsi in corto; qui sotto vediamo lo schizzo di Wendy Ramshaw per il suo abito da sposa, bianco con profili verdi, e per quello delle damigelle, un modello molto simile ma in verde (1962).


 
Gli anni Settanta sono il momento dell'anticonformismo per eccellenza. Che sia l'abito bianco e lungo o qualcosa di meno convenzionale, il vestito da sposa è disegnato per essere unico, originale, per valorizzare la sposa e per stupire gli invitati. Qui vediamo il soprabito indossato da Bellville Sasson, dipinto a mano con motivi di ispirazione indiana, ma c'è chi sceglie di sposarsi in sari, chi in un lungo cappotto bordato di pelliccia, chi sceglie vestitino e stivali mod e chi l'abito bianco e lungo ma decisamente hippie.



La seconda sezione della mostra è dedicata agli abiti da sposa dagli anni Ottanta ad oggi prestati da personaggi famosi, molto divertente e anche abbastanza illuminante sul carattere e lo stile delle gentili prestatrici.
Vediamo chiaramente che negli ultimi trent'anni l'abito da sposa diventa un capo 'signature', deve essere unico, speciale, rispecchiare il gusto di chi lo indossa, e per affermare la propria personalità e il proprio gusto ogni eccesso è permesso.



Iniziamo con la sobrietà della Duchessa di Cornovaglia, meglio nota come Camilla, che per la cerimonia di nozze con il principe Carlo indossava un soprabito lungo e lineare ma pur sempre dipinto a mano e ricamato in oro.




Di tutt'altro stile l'abito qui sopra, di Ian Stuart (2011), che non a caso si chiama "flower bomb". Ricchissimo e sexy sia nelle forme che nei tessuti (raso, taffetà, tulle, organza e ricami metallici, per non farsi mancare niente), sembra più un abito da red carpet che da matrimonio.



Questo invece è l'abito "Rapunzel" di Jenny Packham, in chiffon e Swarovski. Disegnato nel 2014 per festeggiare i 25 anni del marchio è andato subito sold out.
E per chiudere in bellezza, un vestito fuori dagli schemi per una donna fuori dagli schemi, Dita von Teese, che indossò questo splendido abito in seta viola cangiante, disegnato per lei da Vivienne Westwood, in occasione delle nozze con Marilyn Manson nel 2005. L'improbile matrimonio è naufragato da tempo ma il vestito è ancora qui per noi e mantiene un'innegabile fascino.


 
Se volete saperne di più, potete consultare il sito del V&A, potete acquistare il catalogo nella sezione books oppure potete andare a Londra e visitare la mostra di persona, c'è tempo fino al 15 marzo 2015!

mercoledì 15 dicembre 2010

Londra: shopping per lui nella capitale mondiale dell'eleganza maschile

di Giordano Pinarello


Di ritorno da un breve soggiorno a Londra, non posso fare a meno di pensare a questa città come meta di uno speciale shopping natalizio: un weekend di shopping tutto al maschile come regalo di Natale per il vostro partner.
Ecco le mie mete preferite, quartiere per quartiere, nella capitale del British style.

MAYFAIR
Smythson - 40 New Bond Street
Un elegante negozio di carta ed accessori per scrittura, i suoi taccuini di carta a righe azzurra rilegati in pelle di vitello martellato sono una leggenda. Il mio preferito è il classic floppy nero formato duke.



James Purdey & Sons - 57 South Audley Street
Questo negozio vende articoli e abbigliamento per caccia e safari. Personalmente trovo la caccia emozionante solo con la macchina fotografica, il negozio tuttavia ha un fascino assoluto e un indumento in stile coloniale darà un tocco personale al vostro guardaroba sportivo. Le mie preferite sono le sahariane di taglio semplice.


ST. JAMES
Taylor of Old Bond Street - 74 Jermyn Street
Se la cura della barba o la rasatura sono un rito per il vostro partner, questo barbershop sarà una delle tappe più apprezzate. Qui troverete saponi per rasatura di altissima qualità, vi consiglio il classico al sandalo ma con un po' di coraggio provate quello alla viola, perfetto per l'estate. Molti prodotti sono disponibili in confezione da meno di 100 ml per accompagnarvi nei vostri viaggi. Sempre tra gli articoli da viaggio il mio preferito: un pennello da barba di tasso che si richiude nel suo manico di acciaio lucido.



Floris - 89 Jermyn Street
Questa antica profumeria farà brillare gli occhi non solo al vostro partner. Mi sbilancio nel dire che Floris è il miglior indirizzo di Londra per la profumeria. Una scelta di poche fragranze classiche che se lo desiderate potranno essere personalizzate. Il mio preferito è il N.89 così com'è.



Bates - 21a Jermyn Street
Bates è un curioso e stipatissimo negozio di cappelli che potrebbe benissimo trovarsi in Diagon Alley. Per la scelta affidatevi al proprietario. La mia preferita, la bombetta da indossare con la massima disinvoltura su abiti classici scuri e cravatta tinta unita moderatamente allegra.

SOHO
James Smith & Sons - 53 New Oxford Street
Qui troverete ogni tipo di ombrello e una vastissima scelta di bastoni. Se il vostro lui non è il tipo che dimentica sempre l'ombrello una tappa in questo posto potrà riservare gradite sorprese. La mia scelta, il bastone da passeggio con seduta in cuoio.


MARYLEBONE
Daunt Books - 83 Marylbone High Street
Senza dubbio la più bella libreria di Londra con due ordini di scaffali in rovere e balconata, questa libreria ha un fornitissimo reparto dedicato ai viaggi. Il personale è gentile e competente. La mia scelta, diversa ogni volta.



Potete visitare Londra solo con la fantasia? Non temete, la vostra dolce metà non dovrà rinunciare a un regalo English style! Quasi tutti i negozi citati dispongono di vendita on-line con consegna in Italia, visita i link nel post  per tutte le info.

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