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venerdì 1 maggio 2015

Un jeans non fa primavera (forse)

Sarà banale ma ogni primavera mi riaccende la passione per il jeans. Trovare quello impalpabile da indossare anche d'estate è un'impresa (spesso costosa) ma in primavera ci si può accontentare del peso intermedio in grado di riparare dall'aria frizzante del mattino e al contempo non farci morire di caldo sotto al sole di mezzogiorno. 
Il total look mi ha sempre ricordato lo stile cow boy ma forse con una giacchetta color fragola, una borsa fiorata e un paio di denim sartoriali l'effetto "passami la sputacchiera per il tabacco" è scongiurato.
Voi cosa ne pensate: total look si o no?


denim



giacca Jane Norman - 70 euro
camicia H&M - 19 euro
occhiali sole Toast - 200 euro
pantaloni TIBI - 350 euro
rossetto Anna Sui - 28 euro
collana - 55 euro
clutch - 93 euro
scarpe Marni - 610 euro






mercoledì 23 maggio 2012

I want, I need, I deserve


Avevo iniziato bene la stagione: "non mi serve nulla, ho l'armadio strabordante - soprattutto la scarpiera - neanche un'occhiata alle vetrine per non cadere in tentazione". Mission impossible e, dal momento che non sono l'agente Ethan Hunt, ci sono cascata di nuovo. La mia diligentissima wish list stagionale, che enumerava solo un paio di bermuda in previsione delle vacanze avventura, è lievitata come la pasta del pandoro (anche se non è di stagione) ed ora non posso più fare a meno di:



almeno un paio di vestitini (entrambi di Mango) il primo in onore di sua maestà il pizzo, il secondo costa veramente pochissimo. Vuoi lasciartelo sfuggire?



Qualche tempo fa ho assistito alla sfilata di Morfosis (che poi ho anche intervistato - leggi QUI). Ebbene, come fai a non innamorarti della scollatura di questo vestito... Già che ci siamo vorrei anche questo!


Gonne: quale scegliere? Nel dubbio le prenderei entrambe. La prima è di Zara, la seconda di Monki.


Elegantissimo e va con tutto il top bianco/dorato di formalibera; un classico del denim ma con un tocco di femminilità la camicia Levi's. Non so proprio come ho fatto finora a vivere senza!


Essendo completamente trasparente questo top crochet lo considero più un accessorio che un indumento, peccato non saper lavorare all'uncinetto, avrei potuto impiegare questi we piovosi a confezionarlo da sola. Giubbotto in pelle nera, Un evergreen. Sono entrambi di Zara.



Crazy for shoes?  Io di sicuro! Un paio di brogue (Shoot) dal sapore vintage da indossare con i vestitini (sarebbero perfette con il primo di questa selezione) e un paio di sandali nude di H&M; visti dal vivo la qualità non è un granchè, carini e cheap, come si fa a non comprarli.


Cheap no di sicuro ma valgono l'investimento le slippers di CBShoes. Già che ci sono...


Mi piace moltissimo la collezione (e i prezzi) della nuova collezione Coccinelle, non sapendo scegliere, quasi, quasi mi porto a casa tutte e due.


Last but not least, i bijou. Trovo adorabili questi orecchini origami di Minikami e il tintinnante bracciale di Maylily.
Che sbadata! Dimenticavo l'unica cosa che mi serve davvero... I bermuda per le vacanze avventura, vabbè se mi avanzano dei soldi comprerò questi Quechua!


Maurizia

giovedì 10 marzo 2011

Nuovo episodio per il Democratic Wear di Coin


12 marzo 2011, torna il Democratic Wear di Coin che, dopo aver dato voce a giovani talenti internazionali, avvia una partnership con G-Star RAW. Il marchio che racchiude in sè artigianalità e design innovativo ha creato appositamente per l'occasione la limited edition Democratic Arc Pant by G-Star; un modello che combina cavallo basso e gamba skinny e asimmetrica.


Democratic Arc Pant by G-Star sarà in vendita, alla modica cifra di 10 euro, solo sabato 12 marzo a partire dalle ore 11.00 negli stores Coin selezionati (purtroppo Torino è stata dimenticata!). Per la lista completa e info, clicca (qui).

G-Star RAW e Coin devolveranno  il ricavato delle vendite del Democratic G-Star a sostegno del programma d'istruzione primaria ActionAid in Sierra Leone.

mercoledì 13 ottobre 2010

Il Maestro della Tela Jeans



Da quarant'anni ha letteralmente invaso il mondo e conquistato ogni armadio. Nell'immaginario collettivo è la ruvida stoffa che veniva imbarcata a Genova per l'America, la telaccia blu che seriva per i pantaloni da lavoro degli operai e poi il simbolo dell'avventura a Ovest.
Ora scopriamo che il "jeans" ha origini più antiche, veniva usato già nel Seicento per gli abiti, o forse gli stracci, dei poveri, come documentano le opere del Maestro della Tela Jeans, una decina di quadri esposti alla Galerie Canesso di Parigi fino al 6 novembre 2010, che ritraggono mendicanti e contadini, tratto unificante la povertà e i vestiti in quello che ancora non si chiamava jeans ma era evidentemente una telaccia ruvida ma robusta e a poco prezzo, tutto quello che gli "ultimi" del Seicento potevano permettersi.


Le opere sono sicuramente tutte della stessa mano ma l'autore non è stato identificato e, come usa la critica d'arte in questi casi, è stato provvisoriamente chiamato "il Maestro della Tela Jeans", in attesa di soprire chi sia veramente questo pittore.


In concomitanza con la mostra che ha portato il Maestro della Tela jeans agli onori delle cronache, è stata avviata una collaborazione con Marithé e François Girbaud, i "re" del jeans subalpino, che hanno prodotto in esclusiva alcuni capi con la tecnica "wattwash", in pratica stampando a laser le opere del maestro su giacche in jeans di taglio moderno, con un effetto monocromo di "tela jeans su jeans".



Un'idea originale e innovativa ma a noi che siamo romantiche amanti della storia sarebbe piaciuta una piccola collezione di giacche di taglio seicentesco, perchè glamour e rivincita sociale sono nel destino della tela blu di Genova.

mercoledì 3 febbraio 2010

Denim, denim, denim!


Ecco il mantra delle fashion victims per la P/E 2010, ieans, ieans e ancora jeans. 
Dalle passerelle alle collezioni più abbordabili, lo hanno proposto proprio tutti, dall’annunciata collezione di Banana Republic a Max &Co, quindi tanto vale mettersi comode nei nostri jeans preferiti e goderci questa stagione tutta casual.
La scelta del jeans giusto è da sempre una questione spinosa e, quando i fianchi non sono più quelli di un’adolescente, la prova in camerino può provocare reazioni variabili tra l’attacco isterico e lo sconforto.
Purtroppo le collezioni italiane non sono complete come quelle USA, dove si  trova un’infinità di modelli diversi, adatti ad  ogni esigenza, ma la ricerca del jeans perfetto può essere facilitata tenendo presenti pochi accorgimenti per evitare i modelli a noi inadatti e… quando non riusciremo ad infilare oltre il ginocchio il modello “must have” della stagione, ricordiamoci sempre che è il jeans che deve essere adatto a noi, non siamo noi a doverci adattare a lui! (propositi di dieta inclusi).
Prima di procedere all’acquisto chiariamoci le idee su alcuni punti: questo diminuirà il numero di prove e aumenterà le probabilità di trovare ciò che fa per noi:

  1. Chiaro o scuro? I jeans scuri hanno un tocco di eleganza in più che va bene per tutte le occasioni: se il vostro lavoro lo permette possono essere indossati in ufficio, invece con un top femminile e un tacco alto sono perfetti per la sera. I jeans chiari sono più informali e ci danno subito un aspetto più “vacanziero” e rilassato.
  2. Lungo, ma quanto? Più lunghi saranno i jeans, più lunghe sembreranno le gambe, perciò lasciamoli  più  lunghi possibile, a patto che non spolverino la strada; con le scarpe basse dovrebbero quasi toccare il pavimento, con i tacchi arrivare poco sopra la suola. L’ideale è averne due paia con orli diversi, uno per ogni tipo di calzatura!
  3. Amanti della vita bassa? Ricordate di indossare la biancheria giusta, cioè slip a vita bassa (niente tanga che faccia capolino, per carità!) e non dimenticate la vostra citura preferita, vi aiuterà a tenere i pantaloni fermi anche quando vi piegate o vi sedete.
  4. Tasche: piccole, medie, grandi? Le tasche piccole aumentano immediatamente il volume del fondoschiena, perciò badiamo anche a questo dettaglio apparentemente insignificante. Un consiglio: per mimetizzare scegliamo tasche standard senza fronzoli in modo da non attirare l’attenzione sui punti critici, chi invece vuole dare risalto a un sedere piccolo o piatto può sbizzarirsi con tasche più grandi ed elaborate.
  5. Il modello giusto? Dimentica la taglia e guarda il taglio:  se sei una valchiria svedese sarai strepitosa in un modello skinny, dritto e aderente, evidenzia gambe e fianchi stretti; se sei una mediterranea tutta curve, il flared leg e il wide leg sono i modelli che fanno per te, il pantalone a gamba larga è il migliore per mimetizzare i fianchi; per tutte, l’intramontabile bootcut, leggermente allargato in fondo, fa sembrare le gambe più lunghe e snelle.

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