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mercoledì 30 gennaio 2013

Tinture chimiche vs tinture naturali. The winner is...

foto di Alessandra Lamberto


Chi non ha presente la sensazione di panico che accompagna il primo capello bianco rinvenuto per caso una mattina qualsiasi? Ok, il primo si può sempre strappare e fare finta di niente ma quando i fili canuti cominciano a proliferare sulla nostra testa le scelte possibili sono solo due: procurarsi un'alopecia a chiazze a furia di strappare i maledetti manco fossero erbacce oppure ricorrere alla tintura. L'ho sempre considerata con sospetto e, a parte un colpo di testa giovanile tendente all'arancione, ho sempre evitato di modificare il mio colore naturale ma quando non si può più rimandare è bene arrivare preparate alla meta. Abbiamo così chiesto ad Aldo del salone Umbrella qualche consiglio per muoverci nell'insidioso mondo delle tinture; perché se è vero che i capelli ricrescono, è anche vero che un passo falso rischiamo di portarcelo a zonzo  per svariate settimane!




Pochi capelli bianchi:


La soluzione ideale è l'henné - spiega Aldo - maschera efficacemente i primi capelli bianchi, non ne altera il colore naturale e, nel frattempo, nutre il capello.
L'henné è ricavato dall'omonima pianta, che viene triturata e ridotta in polvere, al momento dell'applicazione viene diluita con acqua, lasciata in posa sui capelli. L'henné "colora" i capelli bianchi, dona un riflesso brillante e conferisce vitalità e salute a tutta la capigliatura. 
Avete fatto l'henné in casa e siete ancora sotto shock per via del risultato discutibile? Abbiamo scoperto che per ottenere l'effetto desiderato molto dipende dal tipo di henné (che deve essere rigorosamente bio) e dal tempo di posa dello stesso (diverso a seconda del tipo di capello e del risultato che si vuole ottenere), sconsigliamo pertanto il fai da te!



Molti capelli bianchi:

Quando l'henné non è più sufficiente è bene ricorrere alle tinture "tradizionali". 
Rispetto al passato le tinture chimiche hanno fatto grandi progressi e si dividono in quelle senza ammoniaca o tradizionali con ammoniaca.
Le tinture senza ammoniaca hanno fatto grandi progressi - spiega Aldo - ora i produttori sono più attenti alla salute del capello e i prodotti vengono sempre più spesso arricchiti con principi curativi e idratanti. La tinta senza ammoniaca non danneggia il capello e anzi, si trasforma in una cura di benessere; il rovescio della medaglia è che il risultato con questo tipo di prodotti è molto soggettivo e mentre in alcuno casi il risultato è eccellente, in altri non "fa presa" e i capelli bianchi non vengono coperti. 
Per i casi più difficili non resta che ricorrere alla tintura chimica tradizionale. Il mio consiglio è sempre quello di provare prima con l'hennè e con le tinture senza ammoniaca, però teniamo presente che la tintura "tradizionale" di oggi ha fatto grandi progressi e non è più dannosa come un tempo - prosegue Aldo - e con qualche accorgimento si possono facilmente contrastare gli effetti negativi. La disidratazione del capello si può facilmente contrastare con l'applicazione di un hennè (dalle vere e proprie proprietà curative, è sempre consigliabile in caso di capigliature stressate), per evitare invece la tossicità delle tinture al momento dell'applicazione nel mio salone abbiamo installato un purificatore d'aria che non solo ci permette di evitare esalazioni nocive ma elimina anche lo sgradevole odore di ammoniaca. 




Per info:
Aldo Umbrella
Viale Thovez 2, Torino
            011- 6604898      

giovedì 3 maggio 2012

M come "maledette calorie"!

di Lorena Ruocco, estetista e face trainer


Calorie, maledette calorie.

Ci siamo... è maggio. Di nuovo alle porte dell’estate, pronte più che mai a sfoggiare gambe e braccia toniche, addominali scolpiti e colorito ambrato… come non proprio??
Allora muovetevi! Non c’è tempo da perdere!
Abbiamo tempo ancora due mesetti per rimetterci in forma.
Ma questa volta niente scorciatoie, inganni e trucchi, facciamo sul serio.


Quindi non pensate neanche di ricorrere a pillolette e beveroni vari che promettono miracoli. Proviamo a fare solo la cosa più naturale e giusta per perdere qualche chilo di troppo, in pratica impariamo a tenere sotto controllo la quantità di calorie introdotte e quelle bruciate nell’arco della giornata così da poterci rendere conto di che cosa è realmente necessario fare per ottenere un risultato salutare e duraturo.
In fondo non è poi così difficile, è ovvio che se introduciamo sempre la stessa quantità di calorie giornaliere e non facciamo neanche un po’ di attività fisica che ci consenta di bruciarle sarà ben difficile perdere peso.



A volte può essere utile rendersi conto di quante sono le calorie che assumiamo con il cibo, ed ecco che su internet potete trovare tantissime tabelle che riportano questi dati di solito per 100 gr di prodotto, ad esempio su calorie.it trovate un elenco degli alimenti più comuni e una calcolatrice dove si inseriscono i grammi di alimento così da poter calcolare esattamente le calorie introdotte; mi raccomando, siate oneste con voi stesse, non dimenticate di calcolare i caffè con relativo zucchero, caramelline e snack vari, bibite, grissini, ecc.


Ottenuto il risultato sarete voi stessi a darvi una regolata, naturalmente se non avete particolari problemi di salute o disturbi alimentari che vanno seguiti da uno specialista.
A questo punto sarebbe molto interessante sapere quante di queste calorie introdotte si bruciano durante la giornata e anche per questo internet è pieno di calcolatori di “calorie bruciate” dove potrete inserire le attività svolte, da quante ore dormite a quanto camminate o correte. Vi renderete subito conto che se introducete circa 2000 kcal e ne bruciate un centinaio l’accumulo rimane notevole.
Quindi cercate di mangiare un pochino meno, togliendo gradualmente le cose che sapete essere in eccesso, ogni giorno che passa sarà più facile e non ne sentirete la mancanza.

via The Sartorialist

Lasciate la macchina in garage, tanto non conviene davvero usarla, cercate di muovervi il più possibile a piedi o in bicicletta, portate fido a fare quattro passi appena potete, farà bene a tutti e due. Prima di iniziare datevi delle scadenze e quando ci arriverete sono certa che sarete soddisfatte del risultato.




Per parlare ancora di salute e bellezza, vi aspetto martedì sera, 8 maggio, e i successivi martedì al Qubi di via Parma 75 per Beauty & Food, consigli belli e buoni. Per prenotare info@qubito.org oppure 011.678.77.24 Per info e prenotazioni 011.678.77.24 oppure info@qubito.org

lunedì 12 dicembre 2011

Benessere ed estetica con la Dott.ssa Valenti


"La bellezza salverà il mondo" è la citazione da Dostoevskij con cui si presenta la dottoressa Daria Valenti, che ci ha invitato nel suo studio torinese per presentarci le ultime meraviglie della medicina estetica. Ci tengo a sottolineare che la chirurgia estetica e la medicina estetica sono due cose molto diverse, la medicina estetica oggi ha fatto enormi passi in avanti ed è in grado di eliminare - e in certi casi possiamo anche dire guarire - molti problemi estetici, facendoci guadagnare in bellezza, benessere e salute. 
Sono convinta che quando ci si sente bene con sè stessi, si è più felici e soddisfatti e questo influisce positivamente sullo stato di salute generale - prosegue la dottoressa - perciò, se qualche imperfezione o qualche segno portato dal tempo ci rendono scontenti, perché non intervenire?


Non bisogna pensare che uno studio di medicina estetica sia la camera delle torture del dr. Jeckyll: i trattamenti non sono assolutamente invasivi e anzi, regalano una pausa di relax in un ambiente accogliente e silenzioso. La dottoressa Valenti è specializzata in Medicina Estetica, oltre che in Dietologia, Agopuntura, in Igiene e Medicina Preventiva, perciò può affrontare qualsiasi problematica a 360°, non solo per quanto riguarda la sfera estetica ma anche quella medica: non dimentichiamo che per molti "difetti" l'aspetto anti-estetico è quello più evidente, ma è opportuno curarne anche le cause; ad esempio, con adeguati trattamenti e uno stile di vita sano, la cellulite può essere tenuta a bada, con effetti positivi per tutto l'organismo, al di là della pelle a buccia d'arancia.


La dottoressa Valenti ci ha proposto di provare il peeling, che serve a migliorare le condizioni della pelle, eliminando lo strato superficiale di cellule morte e portando delicatamente in luce uno strato di pelle "nuova" più morbida e luminosa. E' un trattamento di tutto relax: nelle foto vedete la dottoressa Valenti mentre mi sta spennellando il viso con l'acido mandelico (= di mandorle). Venti minuti in posa e via, si elimina tutto e si esce rinnovati. La pelle si esfolia gradualmente nel corso di alcuni giorni, evitando l'effetto "muta del serpente" e spiacevoli arrossamenti. Ripetuto alcune volte in un certo lasso di tempo, il peeling all'acido mandelico migliora la pelle sensibile come la mia, che non si arrosserà più al minimo sbalzo di temperatura, ed è molto efficace anche per l'acne, viste le proprietà antibatteriche e ammorbidenti dell'acido mandelico. Per il peeling si possono utlizzare diversi tipi di acidi, generalmente di origine vegetale, scelti a seconda delle problematiche della pelle.


Nelle foto sotto vedete un altro trattamento molto innovativo che la dottoressa ci ha fatto provare, il massaggio con la macchina bioquantica. Non fatevi spaventare dal nome da fantascienza, la bioquantica serve a rivitalizzare i tessuti muscolari, migliorando la circolazione sanguigna tramite micro correnti. Può essere usata in tutto il corpo, per esempio per tonificare il viso, ma l'impiego più frequente è combattere l'odiata cellulite.



La macchina viene impostata con il programma adatto al paziente, poi il medico effettua delle leggere pressioni su punti precisi del corpo con un trasmettitore di impulsi di micro corrente che vanno a stimolare i tessuti muscolari e a drenare i liquidi in eccesso. Il trattamento dura circa mezz'ora e non è assolutamente doloroso. Al termine, un massaggio manuale rilassa le parti del corpo trattate e ci si sente subito più leggeri.

 

Naturalmente non sono solo questi i trattamenti effettuati dallo Studio Valenti, filler, biorivitalizzazioni, botulino... si aggiungono agli altri di cui abbiamo parlato; la dottoressa con una visita medica valuta la situazione generale del paziente e decide come procedere per ottenere i migliori risultati. Il medico estetico affronta i problemi in modo diverso dall'estetista, sia grazie alla preparazione scientifica, sia perchè i protocolli per l'utilizzo di prodotti e macchine sono diversi. Molti trattamenti - ci spiega la dottoressa Valenti -in uno studio medico richiedono meno sedute, un caso è la luce pulsata - che a seconda di come viene programmata ha diverse funzioni: oltre all'epilazione definitiva, elimina i segni dell'acne o cancella le macchie cutanee - perchè la macchina viene usata con potenze più alte, con risparmio sia di tempo che di denaro.


Studio medico DV
Via Avogadro 11/b, Torino
011/4546172
daria.valenti@fastwebnet.it
Siamo anche su facebook, clicca QUI

foto Alessandra Lamberto


lunedì 5 dicembre 2011

Remise en forme del capello. Numero 4 - colorazioni tradizionali

Eccoci giunti al quarto e ultimo appuntamento (per le puntate precedenti clicca QUI, QUI e QUI) con la remise en forme del capello sotto la sapiente guida di Aldo di Umbrella, oggi si parla del più classico degli interventi sui nostri capelli: la tinta.
Che sia per necessità (vedi capelli bianchi) o per vanità, tutte noi prima o poi ci facciamo tentare da una tintura ma colori improponibili e capelli sfibrati sono spesso in agguato e  quante possono dirsi davvero contente?  


Abbiamo incontrato Aldo per carpirgli qualche segreto e disporre così di una preziosa survival guide all'insidioso mondo della colorazione permanente e da neofite totali sul tema quali siamo, ci siamo fatte spiegare tutto partendo dall'ABC.



Normalmente il colore (fatto circa una volta al mese per evitare la ricrescita) prevede l'applicazione del prodotto su tutta la lunghezza del capello, creando così inevitabili sovrapposizioni di tinte fatte in diversi momenti - spiega Aldo Ravarotto - questa tecnica crea problemi sia di estetica che di salute del capello, ed entrambi dipendono dalla tecnica utilizzata per la colorazione che, tradizionalmente, viene effettuata col sistema di sovrapposizione delle tinte. I diversi strati di tinta applicati uno sull'altro nel corso del tempo - prosegue Aldo - non solo indeboliscono il capello intaccandone la struttura e rendendolo stopposo ma provocano anche un più o meno leggero cambio di tonalità nel colore finale.
Naturalmente c'è una soluzione a tutto ciò, basta seguire le Umbrella's rules:
regola n°1 Se il colore che sfoggiavi fiera durante la tua meglio gioventù ti ha ormai abbandonata, per far passare la cosa inosservata ai più, la scelta migliore è cercare di replicarlo artificialmente, con una tinta appunto. Onde evitare di trovarsi nel giro di poco tempo capelli deboli e tristi, Aldo ha elaborato un nuovo sistema di applicazione della tinta grazie alla quale non solo si ottiene un effetto naturale ma anche capelli sani come quelli di una ragazzina.  
Questa tecnica prevede la colorazione, solo ed esclusivamente delle radici, di un colore leggermente più scuro del proprio, in natura infatti la radice del capello è sempre un po' più scura della lunghezza, man mano che i capelli crescono la luce li schiarisce in modo naturale - dice Aldo - lo stesso processo di schiarimento avviene in modo naturale anche con il capello colorato e tingendo solo un segmento di capello invece di tutta la lunghezza ottengo contemporanemente un capello elastico e sano e dalle sfumature naturali. 
regola n°2 - se il tuo colore naturale non ti ha ancora abbandonata, ricorda che un giorno lo rimpiangerai, quindi non nasconderlo sotto un altro colore; se hai voglia di giocare un po' con riflessi e sfumature, henné e colpi di sole saranno preziosi alleati.



Per info:
Umbrella - Aldo
Viale Thovez 2, Torino
011 6604898

foto di Alessandra Lamberto

lunedì 28 novembre 2011

Remise en forme del capello. Numero 3: la cura

Prosegue la nostra serie di post dedicati alla cura e alla remise en forme della capigliatura sotto la sapiente guida di Aldo Ravarotto del salone Umbrella, dove abbiamo avuto l'opportunità di provare una seduta di cura per capelli stressati. Arriviamo da Umbrella curiose di provare questo trattamento di cui abbiamo sentito molto parlare, ad attenderci: lei...


Un trespolo per le torture? Una gogna per chi non usa il balsamo? Nessuna delle due e una volta provato questo magico inginocchiatoio non vorrete più scendere! Ma procediamo con ordine:  quella che Aldo chiama semplicemente "cura" è un trattamento che unisce il massaggio rilassante di cute, collo, spalle e schiena a una vera e propria cura del capello contro la caduta e l'idebolimento; ideale se effettuato con regolarità, può essere di grande aiuto nei periodi in cui siamo particolarmente stressati (e questo vale sia per il buon umore che per limitare la caduta dei capelli che, si sà, quando siamo a tesi sembra che cadano a migliaia).


Step n°1 - i capelli asciutti vengono pettinati e la cute viene idratata applicando, solo sulle radici, olio indiano.


Step n°2 - si applica il midollo di bue sulle lunghezze per nutrire i capelli.


Step n°3 - si procede al massaggio ayurveda che tratta schiena, collo e testa. Il massaggio, oltre ad essere estremamente rilassante, favorisce l'assorbimento dei prodotti applicati in precedenza.


Step n°4 - terminato il massaggio, i capelli vengono lavati con shampoo distillato, che ne previene la caduta, e come balsamo vengono applicati i semi di lino dalle proprietà ristrutturanti.


Step n°5 - viene applicata, sui capelli ancora umidi, una fiala di vitamine dalle proprietà ristrutturanti. Affinchè venga assorbito al meglio, il prodotto viene massaggiato a lungo attivando così anche la circolazione del cuoio capelluto.


Step n° 6 - i capelli vengono asciugati manualmente, come abbiamo già descritto QUI.


Al termine del trattamento voi vi sentirete rilassate e in pace col mondo, il vostro cuoi capelluto sarà felice e i capelli pieni di energia e, non temete, l'effetto rilassato non terminerà bruscamente con l'arrivo del conto, la "cura" per i vostri capelli vi costerà infatti come un normale massaggio!

Per info:
Umbrella - Aldo
Viale Thovez 2, Torino
011 6604898

foto di Alessandra Lamberto

lunedì 21 novembre 2011

Remise en forme del capello. Numero 2: SOS capelli bianchi


Eccoci giunte alla seconda puntata di Umbrella Rules: la remise en forme del capello secondo Aldo Ravarotto (se vi siete perse la prima puntata cliccate QUI).
Qual'è la cosa che mette alla prova, più di tutto, la salute dei capelli? Le tinte, of course, che a lungo andare indeboliscono i capelli rendendoli spenti e sfibrati. Capelli bianchi e voglia di cambiare ci fanno però, nonostante tutto, ricorrere sempre più spesso all'aiuto del parrucchiere. Conciliare salute della capigliatura e mascheramento dei capelli bianchi non è facile ma neanche impossibile, abbiamo chiesto come ad Aldo Ravarotto: da tempo studio le proprietà dell'henné come tinta naturale in grado non solo di coprire i capelli bianchi ma anche di curare il capello conferendogli vitalità e salute.  L'henné è ricavato dall'omonima pianta, interamente triturata (radice, foglie e stelo) fino ad ottenere una polvere, naturale al 100%, dalle molteplici proprietà curative.


A chi desidera mascherare i capelli bianchi mantenendo il proprio colore di base, consiglio sicuramente l'henné. A seconda dell'intesità che si desidera ottenere - prosegue Aldo Ravarotto - si possono utilizzare qualità diverse o un mix di differenti provenienze (le differenti qualità di henné: persiano naturale, Iran, nero Persia, Tunisia e persiano neutro conferiscono riflessi diversi più o meno accentuati n.d.r.).

Il punto di partenza è sempre il colore di naturale della persona da trattare: essendo un prodotto naturale, lo stesso tipo di henné darà su teste diverse effetti differenti.
Rispetto a una tinta tradizionale la durata è la stessa ma, in più, si dona forza e vigore al capello. Chi è abituato alla normale tinta e non vuole cambiare potrà ricorrere, di quando in quando, a un trattamento all'henné per togliere il metallico dal colore e aiutare a mantenere il benessere della capigliatura.



Per info:
Aldo Umbrella
Viale Thovez 2, Torino
011- 6604898
foto di Alessandra Lamberto

lunedì 14 novembre 2011

Remise en forme del capello. Numero 1: la piega



Quante volte vi è capitato di uscire da una rilassante seduta dal parrucchiere più nervose che mai? A noi parecchie. Spazzole che tirano, phon che ustionano e frustranti problemi di incomunicabilità con chi, letteralmente, tiene in mano le sorti della nostra testa, portano spesso delusione e scontento  in quella che dovrebbe essere una piacevole pausa dedicata solo a noi stesse. Il rimedio a tutto ciò? Rivolgersi all'hairstylist giusto, noi lo abbiamo trovato e risponde al nome di Aldo Ravarotto illuminato titolare di Umbrella, più che un salone di parrucchiere un vero e proprio centro benessere del capello. 

anche l'iintervista è relaxed: Aldo Ravarotto mi spiega i segreti di Umbrella

Abbiamo incontrato  Aldo nel suo salone, ai piedi della collina torinese, per scoprire qualcosa in più sulla filosofia di Umbrella: l'obbiettivo del mio lavoro non si limita ad avere una cliente ben pettinata ma si concentra in particolare sulla salute del capello - spiega Aldo - un capello sano sarà immediatamente più bello, luminoso e più facile da tenere in ordine. Trattamenti ripetuti e tinte aggressive possono sfibrare e indebolire il capello provocando diversi problemi, per questo quando una cliente arriva da noi per la prima volta la priorità è valutare lo stato di "forma" della capigliatura e, se necessario, riportare i capelli in salute nel modo più naturale possibile, così da ripristinare l'elasticità e la luminosità originali.
I capelli vanno rispettati, per avere una capigliatura forte e sana bastano pochi accorgimenti che iniziano con il lavaggio e proseguono  con taglio, asciugatura, piega e colorazione. 



Umbrella Rules (che si possono seguire anche a casa) - lavaggio e asciugatura
Vietato fare quello che facciamo tutte, ovvero lavare i capelli sotto la doccia. Per evitare grovigli e nodi la cosa migliore è pettinarli con cura prima del lavaggio, una volta bagnati vanno insaponati con shampoo diluito con acqua e massaggiati in direzione della lunghezza, last but not least, sciacquare  a lungo così da eliminare ogni residuo di shampoo.




Una volta sciacquati, i capelli vanno asciugati delicatamente con un asciugamano (sempre in direzione della lunghezza) e (questo si può fare solo da Aldo) si procede all'asciugatura manuale. L'asciugatura è manuale in senso letterale, i capelli vengono asciugati attraverso delle frizioni  che non solo permettono un effetto naturale (non sarete più costrette a spiegare: si, io e mia nonna andiamo dalla stessa pettinatrice) ma costuiscono una vera e propria ginnastica per il cuoio capelluto, che riattiva la circolazione e conferisce forza alle radici. In  pochi minuti la piega prende magicamente forma e Aldo Ravarotto mi presenta rapidamente un saggio completo di tutte le possibili acconciature che si riescono ad ottenere solo con la manipolazione.


 
  
Et voilà, eccomi pronta!

All'insegna della naturalezza anche il taglio (che noi non abbiamo provato): scegliere un taglio che assecondi il nostro tipo di capello è fondamentale - prosegue Aldo Ravarotto - più il taglio sarà in sintonia con la nostra natura, più sarà facile tenere in ordine la testa anche con il fai da te casalingo. Niente di peggio che essere "costrette" ad andare dal parrucchiere tutte le settimane; varcare le soglie del proprio salone preferito deve essere un piacere, un'occasione di relax e benessere, non una noiosa incombenza. 
Ricorrere a spazzola, phon e piastra dopo ogni lavaggio può trasformarsi in una schiavitù, per questo mi piace trovare, insieme alle mie clienti, il taglio che più si addice alle loro esigenze.
Anche i prezzi di Umbrella si addicono alle esigenze delle clienti, non temete  il costo di un taglio e una piega sono in linea con i saloni "tradizionali", per farsi mettere le mani nei capelli da Aldo non è necessario ricorrere a un mutuo!

Per info:
Umbrella - Aldo
Viale Thovez 2, Torino
011 6604898


Foto Alessandra Lamberto

venerdì 10 giugno 2011

Tintarella intelligente

di Lorena Ruocco, estetista e face trainer



Tutti concordiamo sul fatto che un po’ di abbronzatura ci fa sembrare subito più “in salute”. Ma da qui, ad essere schiavi dell’abbronzatura a tutti i costi ce ne passa! 
Chi non ha una vicina di casa o una collega color “variegato alla nocciola” in pieno inverno? Solitamente non è grazie ai continui viaggi ai Caraibi. È più probabile che queste persone siano assidue frequentatrici del solarium sotto casa! Forse però non sanno che un uso frequente di lampade abbronzanti può provocare danni irreversibili alla pelle. 
Al termine di numerose ricerche, l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) qualche anno fa classificava definitivamente come cancerogeni i raggi UV prodotti dalle lampade abbronzanti, stabilendo che il rischio di melanoma della pelle e oculare aumenta del 75% in soggetti che si espongono prima dei 30 anni. 


Aiuto! Mai fatte lampade prima dei trenta? Qualcuno vi ha avvisati del rischio che comporta mettersi sotto una lampada? Non credo!
Anzi, la ragazza del solarium deve convincervi a fare l’abbonamento per tutto l’anno e voi che vedete il poster della donna nuda abbronzatissima alle sue spalle, ci cascate! Ma noooo! Le lampade abbronzanti di ultima generazione sono certamente più sicure di un tempo, sono dotate di filtri che limitano i rischi dell’esposizione, ma resta il fatto che sono una bombardata di raggi UV sul nostro corpo indifeso. Nessuno dice che siano meglio i raggi solari, ma almeno subiamo un’esposizione naturale ridotta a pochi mesi l’anno, anzi ai pochi giorni di vacanze, ma sono altrettanto dannosi nel momento in cui ci cospargiamo d’olio e stiamo ore a crogiolarci!

Allora come fare per arrivare colorite alle vacanze? 
Basta prendere il sole un po’ alla volta già dai primi caldi, così la pelle si abitua gradualmente. Già dalla prima esposizione vi consiglio di utilizzare una crema idratante con fattore di protezione idoneo al vostro fototipo, così non avrete problemi e l’abbronzatura durerà di più. Potete esporvi al sole la mattina prima di vestirvi. Sono sicura che troverete qualche minuto (ne bastano 5) per prendere il caffè in braghette e canotta sul balcone!
Ogni volta che fate una pausa al lavoro (avendo a disposizione una finestra, un balcone, un giardino) rivolgete il viso al sole. Se fino alla pausa pranzo non siete riusciti a prendere qualche raggio di sole, beh all’ora questo è il momento buono, a mangiare penserete dopo.


Potete organizzarvi portandovi il cambio a lavoro, pantaloncini, maglietta senza maniche, scarpe da ginnastica e cappellino (è bene coprire il viso, a quest’ora il sole picchia!). Cambiatevi e uscite per una camminata al sole di dieci-quindici minuti (fronte e retro mi raccomando), così farete anche movimento. 
Non sentitevi a disagio con i colleghi, pochi giorni e avrete un sacco di seguaci!
Approfittate delle giornate lunghe per fare una passaggiata prima di cena, possibilmente in pantaloncini corti e niente maniche. A quest’ora potete esporre tranquillamente anche il viso. Per l’esposizione in bikini aspettate il fine settimana (anche se nessuno vi vieta di fare in bikini la passeggiata in pausa pranzo, fate voi!) e quando potete andare al mare, in montagna.



Missione abbronzatura naturale e sicura compiuta!

venerdì 3 giugno 2011

Pelle di pesca? Consigli per una pelle vellutata

di Lorena Ruocco - estetista e face trainer


E' ora di scoprire le gambe! E non solo...

Finalmente è arrivata la bella stagione e si possono scoprire le parti del corpo tenute nascoste per troppo tempo, per questo evento avrete certamente pensato (almeno spero) ai peli e alla cellulite, ma avete pensato alla cura della vostra pelle?
Sì, la pelle, quella cosa che ricopre interamente il vostro essere e che deve sopportare per diversi mesi all'anno indumenti di lana che pungono, collant che seccano, slip che irritano e jeans che stringono.
La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo ma spesso non siamo capaci di prendercene cura nel modo giusto.
Dopo l’inverno ha bisogno di una “risvegliata”, deve essere levigata e idratata per essere pronta all’abbronzatura e per mantenerla più a lungo.


Potete concedervi un’ora di relax dall’estetista oppure armatevi di peeling e crema idratante e diamo inizio al trattamento “pelle di seta fai-da-te”

I peeling o scrub o esfoglianti si trovano in commercio di ogni genere e tipo, altrimenti potete provare a farlo da voi con ingredienti che trovate in cucina. Vi servono: farina, meglio se di riso o di castagne, acqua q.b., un po’ di bicarbonato e cocco disidratato, da miscelare a seconda di quanto volete “grattoso” il vostro peeling per il corpo.

 
 


Come si procede: infilatevi nella doccia, inumidite la pelle e poi con le mani o con un apposito guanto iniziate a passare il peeling al cocco su tutto il corpo (evitate il viso) insistendo su gomiti, ginocchia e talloni senza tralasciare (seppur con delicatezza) inguine, ascelle e decolletè. 


Risciacquatevi con abbondante acqua tiepida, asciugate bene la pelle e passate all’idratazione. 


Potete usare le miliardi di creme che sostano nel vostro bagno, meglio ancora se sono oli.
Il mio consiglio è di usare burro di karitè, naturale, ricchissimo di vitamina A dà il giusto apporto di nutrienti alla pelle appena esfogliata.
Iniziate il vostro massaggio dai piedi e salite lungo le gambe, non dimenticate di idratare bene la zona bikini, salite poi su pancia, fianchi, seno e schiena fin dove arrivate, per finire con le braccia (insistete sui gomiti), ascelle e collo.

Missione pelle di seta compiuta! Ora potete mettervi in mostra.
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