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| via Pinterest |
Diventare mamma mi ha aperto le porte di una nuova frontiera dello shopping, la più agguerrita e competitiva, i saldi formato baby.
La (ahimè) necessità di cambiare il guardaroba alla velocità della luce mi ha indotto ad adottare due/tre regole base per gli acquisti mignon: non sarà nulla di nuovo per le genitrici navigate ma da neo mamma mi sarebbe stato utile adottarle subito, evitando cosi acquisti insulsi e poco sfruttati.
Regola 1: non perdere tempo
Per i saldi baby non si può temporeggiare, le mamme si gettano col coltello tra i denti nella mischia del primo giorno. Se avete deciso di affidarvi al fato potete attendere qualche giorno e approfittare degli sconti al 50% ma in ogni caso è fondamentale avere le idee chiare per andare a colpo sicuro.
Regola 2: stilare una lista
Personalmente cerco di acquistare quasi tutto il guardaroba ai saldi. Stilo coscienziosamente una lista di tutto ciò che occorrerà per la stagione successiva, dai capi spalla ai body. Decido il numero di pezzi che serve e anche i colori di massima. I bambini si sporcano tanto e spesso serve un cambio a metà giornata. Soprattutto per l'inverno, quando bisogna indossare diversi strati, scegliendo un paio di colori base e un altro paio di colori principali, sarà più facile fare gli abbinamenti (e le lavatrici). Ad esempio io ho scelto: bianco, blu, rosa e verde.
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| Benetton - 50 euro |
Regola 3: acquistare secondo priorità
Prima vado a colpo sicuro su ciò su cui posso risparmiare davvero. Comprare un pantalone di Zara con lo sconto del 30% non mi cambia la vita, su un cappotto il discorso è diverso. In principio è importante focalizzarsi su ciò che ci farà veramente risparmiare, le magliette scontate sono sempre una buona notizia ma possiamo permettercele anche a prezzo pieno.
Le mie priorità invernali quindi restano i capi cari, quelli che devo essere per forza di qualità ovvero la giacca imbottita e i golf di LANA (quella vera, il 10% di lana non trasforma il maglione in un capo caldo!). In entrambi i casi mi piace Benetton e il suo eccellente rapporto qualità/prezzo.
Regola 4: tenere d'occhio l'on line
I bambini non misurano i vestiti quindi possiamo tranquillamente comprare on line: mente lucida per fare gli acquisti migliori, meno ressa e molta più scelta di taglie. Tenete d'occhio l'e-shop C&A, qualità buona a prezzi molto, molto competitivi.
Regola 5: giro di fine saldi
In spagnolo si chiama remate final, in italiano non abbiamo un termine altrettanto efficace, sono i super sconti di fine saldi. Nell'ultima settimana vale la pena dedicare qualche ora a un giro random per integrare il guardaroba: nelle catene si possono fare veri affari per pochi euro, mentre nei negozi firmati ci si possono aggiudicare capi chic ad un prezzo umano.
Siamo a dicembre e dichiariamo ufficialmente aperta la caccia al regalo di Natale più bello!
A grande richiesta torna la rubrica "Un regalo al giorno", per tenervi compagnia in attesa delle feste e per ispirare chi è a corto di idee.
Iniziamo con un grande classico: le cartoline illustrate per augurare un felice Natale a chi vuoi tu.
Clelia Cané è una illustratrice che realizza libri per bambini, poster e cartoline che non potranno non affascinare chi ama il Natale British style.
Noi abbiamo scelto uno dei suoi "Set natalizi", composto dal libro "La sorpresa di Natale", un segnalibro e tre cartoline, il tutto in vendita dal suo shop on line al costo di € 20.
Non temete, non vogliamo imporvi un ripasso di letteratura italiana, Orlando Furioso è un atelier/negozio di moda che parte da un progetto diverso dal solito.
Nato nel 2004, per iniziativa di una cooperativa sociale, come semplice laboratorio di sartoria per reinserire nell'ambito sociale e lavorativo pazienti con disagi psichici ed emotivi, con il tempo Orlando Furioso si è evoluto e dal 2010 realizza ogni anno le classiche due collezioni stagionali oltre alla linea per bambini, Furiosetto, in vendita (a Torino) nel negozio di via Le Chiuse.
Nicoletta, una delle responsabili del progetto ci ha illustrato l'attività dell'Orlando Furioso nel suo duplice aspetto sociale e modaiolo: L'Orlando Furioso è un successo, le pazienti che entrano nel nostro laboratorio hanno dei notevoli miglioramenti nelle relazioni sociali e nel rapporto con se stesse, tanto che al termine del percorso, che in linea di massima è di due anni, riescono a inseririsi facilmente nel quotidiano e a trovare un lavoro autonomamente. Per questo, anche se il progetto ha dei costi elevati, non lo vogliamo assolutamente abbandonare, anzi, cerchiamo di svilupparlo in modo completo.
Quando abbiamo deciso di fare il grande passo dal laboratorio di sartoria al vero e proprio atelier di moda - prosegue Nicoletta - per un po' siamo state affiancate da stiliste ma ormai da qualche anno le collezioni sono disegnate e progettate interamente da noi, con la collaborazione di tutto il personale della sartoria.
Per quanto riguarda il design, Orlando Furioso realizza capi facili da portare, che valorizzino anche i fisici non perfetti, adatti alla vita di tutti i giorni. Per quanto riguarda i materiali, l'idea di base è quella dell'ecosostenibilità, scegliendo tessuti provenienti dal territorio e, se possibile, anche vegan.
La collezione in corso è ispirata all'oriente: pochi colori decisi, linee ben definite, tessuti naturali come cotone e lino e... last but not least, prezzi accessibili.
Tutti i capi firmati Orlando Furioso, tra l'altro, possono essere adattati al fisico della cliente o realizzati su ordinazione allo stesso prezzo dei vestiti disponibili in negozio.
Se avete bisogno di una sarta personale, l'atelier realizza anche sia riparazioni che confezioni su misura, al di fuori delle collezioni. Se invece volete imparare a tenere un ago in mano, Orlando Furioso organizza anche corsi di cucito, in un ambiente accogliente e informale, sia per adulti che per bambini.
Sartoria L'Orlando Furioso - Via Le Chiuse 6, 10144 Torino
tel. 011/4376978
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| Fili di tutti i colori nel laboratorio di L'Orlando Furioso. E quando i vestiti sono pronti, eccoli subito appesi in negozio | |
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Le foto con la modella sono courtesy Sartoria L'Orlando Furioso
Chi di noi non ha avuto una nonna che sferruzzava vestitini per le nostre bambole? Queste però non sono scarpine di bambola ma destinate a un bambino prematuro, molto più piccolo di un Cicciobello. Quando Laura Nani, da sempre appassionata di knitting, ha fatto per sbaglio un paio di scarpine minuscole, ha avuto un'idea semplicissima ma che nessuno aveva avuto prima: invece di disfarle, ha pensato di destinarle a un bambino nato prematuro. Un'esigenza basilare ma complicata, infatti il mercato non produce minivestitini per minibambini, e il gesto di Laura ha avuto subito successo.
In breve Laura Nani ha coinvolto il gruppo di amiche con cui si trova a lavorare a maglia ed hanno così cominciato a donare copertine e vestitini ai reparti neonatali degli ospedali del Piemonte, poi della Lombardia e da lì, coinvolgendo altri knitting club, di tutta l'Italia.
Da hobby Cuore di maglia è diventata un'associazione senza scopo di lucro che nello scorso anno ha distribuito più di 2000 cuffiette e scarpine realizzate con amore dalle socie che si trovano periodicamente a sferruzzare insieme.
Regalare ai bambini prematuri un piccolo kit con sacco nanna, body, scarpette e cuffia, ci spiega Laura, non è solo la risposta ad una necessità pratica, ma anche un modo per dare ai genitori un senso di accoglienza e incoraggiamento mentre devono passare un periodo difficile e incerto ad accudire il piccolo in ospedale invece che nel calore della propria casa.
Negli ultimi anni Cuore di maglia ha fornito coperte e corredini anche ai bambini terremotati in Abruzzo e in Emilia, agli alluvionati in Liguria, nei centri di accoglienza di Lampedusa e in diversi spedizioni umanitarie in paesi in guerra, tra cui la Siria.
Con il tempo Cuore di maglia, pur mantenendo come "core business" il lavoro a maglia per i piccolini, ha esteso la propria attività al supporto di bambini orfani, abbandonati, maltrattati, avendo come finalità principale quella di sostenere il rapporto genitore/bimbo nelle diverse situazioni.
Noi abbiamo conosciuto Cuore di maglia nell'ambito della giornata Gioia d'arte che si è tenuta la scorsa primavera al Lingotto di Torino e ci è sembrata una bella iniziativa: è piacevole trovarsi periodicamente a sferruzzare insieme, e se si fa qualcosa di utile e altruista è anche meglio! Ed è proprio al Lingotto che si trova il knitting club torinese.
Ma non temete, per aderire a Cuore di maglia non è necessario sapere lavorare a maglia: i soci infatti possono contribuire con il volontariato o con un sostegno economico alle iniziative di Cuore di maglia.
Se volete saperne di più o aderire gratuitamente a un knitting club, potete leggere il blog cuoredimaglia.it oppure scrivere a cuore@cuoredimaglia.it.
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| just me, in un raro momento di relax |
Da piccola andavo all'asilo dalle suore, un bel posto, ho ancora nostalgia della mensa che nei miei ricordi prende forma di un ristorante stellato. L'asilo c'è ancora e se avessi un figlio ce lo manderei, per spezzare una lancia a favore delle scuole delle suore che non sono tutte posti orribili.
Ad ogni modo, non so se dipendesse dalle suore o che altro ma tra le regole della scuola c'era, per le bambine, l'obbligo della gonna. Mia madre mi ha sempre gabellato che fosse perché hai meno probabilità di farti la pipì addosso ma io non ci ho mai creduto (e i maschi allora, non se la fanno la pipì addosso?); anyway per tre lunghi anni il mio look è stato il seguente:
kilt
maglione
calzettone
stivaletto
cappottino bon ton
Mi devo ancora riprendere dallo shock.
No, non sono nata negli anni '60, ma avere delle sorelle nate per di lì credo abbia condizionato pesantemente i look della mia prima infanzia. Poi sono arrivate le elementari, Giulia ha preso (fortunatamente) il controllo del mio guardaroba e sono diventata preppy ma questa è un'altra storia.
Questo per dire che oggi ho visto un kilt e adesso sto scrivendo proprio di questo, forse da certi traumi non ci si riprende proprio mai...
Quali sono gli outfit più odiati della vostra infanzia?
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culla a dondolo per mamma e bambino, quando il bambino cresce si trasforma prima in lettino e poi in casetta dei giochi. |
Qualche settimana fa, girando fra gli stand di Operae - la mostra del design indipendente che si tiene ogni anno a Torino - ci siamo imbattute in uno spazio che ha subito attirato la nostra attenzione, quello del negozio on line Yellowbasket. Avendo scoperto che il quartiere generale è proprio a Torino non potevamo esimerci da una visita in loco per conoscere Marta e Alice e il loro bellissimo negozio nella versione in carne ed ossa.
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| casetta in carta da montare e arredare |
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| marionette dei tre porcellini, le voglio! |
Yellowbasket è nato qualche anno fa come negozio on line di design dedicato ai bambini. Nel giro di qualche tempo però la curiosità dei clienti ha trasformato lo showroom di via Saluzzo, nel cuore del quartiere di San Salvario, in un negozio vero e proprio ed è qui che abbiamo incontrato Marta e Alice, le "inventrici" di questo bellissimo progetto.
Entrambe architetto ed amanti del design, dopo rispettivamente un'esperienza all'estero e una maternità, si sono rese conto che nel nostro paese le proposte di design per i più piccoli scarseggiano. Detto fatto, hanno deciso di colmare questa lacuna con il primo negozio on line dove trovare design di qualità per bambini.
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| marsupio - zaino |
L'arrivo di un nuovo nato invade inevitabilmente i tuoi spazi - raccontano Alice e Marta - il salotto diventa un campo giochi e la culla invade la camera da letto dei genitori. Noi abbiamo pensato che si possa rendere questa fase più gradevole per tutti con prodotti non solo di qualità ma anche belli da guardare.
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E' un lettino m poi diventa un divanetto, è così bello che "col cavolo" che lo lascio nella camera dei bambini! |
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la libreria è modulare e si adatta bene a contenere giochi o libri, si può aggiungere un piano scrivania ed è perfetta da 0 a 99 anni! |
Siamo partite da questa necessità - proseguono Marta ed Alice - per poi estenderci a tutto il mondo del bambino da 0 a 10 anni: giocattoli, accessori, complementi, decorazioni e pericultura. Da noi arrivano tantissimi appassionati di design che finalmente trovano in Italia i loro marchi preferiti ma tra i nostri clienti abbiamo anche persone alla ricerca di un oggetto di qualità, che duri nel tempo e che sia stimolante per il bambino.
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| Appendiabiti animali. Ma bisogna avere dei bambini per comprarli?! |
"Design" infatti non significa solo arredare con un certo stile la cameretta o una culla nuova, ma anche giocattoli classici del passato rivisitati in chiave moderna, fatti apposta per piacere ai bambini (anche quelli di ieri) e per rendere i momenti di gioco con vostro figlio un piacere non solo per lui ma anche per voi. Io a giocare mi annoio un sacco ma da Yellowbasket ci avrei passato la giornata (mi ha frenato solo la vergogna e il non avere un bambino al seguito)!
Yellowbasket è a Torino in via Saluzzo 56/g oppure on line QUI.
Quant'è bello ogni tanto ritornare bambini? Noi l'abbiamo fatto - senza troppa fatica, in verità - qualche giorno fa, quando la Haribo ci ha invitato a un pomeriggio all'insegna della felicità nel giardino delle QC Terme di Torino.
Il famoso orsetto giallo dà il benvenuto all'ingresso a noi e alle nostre giovani accompagnatrici. Passato il portone, ecco il giardino che ci accoglie per un pomeriggio in allegria, con il buffet di caramelle (le nostre collaboratrici stimano di averne mangiate oltre 200), il tirassegno con i barattoli e la pignatta (inutile dire che cosa era il premio).
Tra una Haribo e l'altra, il coinvolgente intrattenimento di Superzero, che ha fatto divertire i bambini (anche quelli più grandi), e i deliziosi laboratori con Silvia dei fiori che ci ha insegnato a realizzare bellissime decorazioni con fiori e... caramelle gommose a volontà.
Insomma, ci siamo divertite un sacco, abbiamo fatto il pieno di caramelle scoprendo anche alcune dolcezze Haribo di cui ignoravamo l'esistenza e... per qualche ora siamo anche ringiovanite di quei 30/40 anni che fa sempre piacere togliersi. Sarà l'effetto antiage delle acque termali QC Terme o delle caramelle Haribo?
Felice settimana a tutti!
Quante volte vi è capitato di entrare in un ristorante con dei bambini ed essere guardati storto, relegati nel tavolo peggiore o trovare camerieri che arricciano il naso se chiediamo di ridurre le porzioni o semplificare qualche piatto per andare incontro alle esigenze dei piccoli accompagnatori? A noi è successo spesso e ora, prima di portare i nipoti a pranzo, ci assicuriamo che i bambini siano ben accetti per non trasformare un'occasione per loro "speciale" in una delusione.
E' vero che spesso i frugoletti più che al piccolo Lord assomigliano al giovane Tarzan ma tant'é, andare a mangiare fuori con la propria (o altrui) discendenza deve essere un piacere e non un tormento, altrimenti tanto vale restare a casa e convocare Capitan Findus a preparare la cena.
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| M**Bun, di cui abbiamo parlato QUI è tra i locali Baby friendly |
Per fortuna viene in nostro aiuto la rivista "Giovani Genitori" con Ristoranti baby friendly, una guida fresca di stampa che segnala oltre 200 tra ristoranti, pizzerie, agriturismi, rifugi e merende a Torino e dintorni dove i bambini sono i benvenuti.
Per ogni locale troviamo una scheda con i dati del ristorante, una breve descrizione dell'ambiente, del tipo di cucina e delle specialità, i prezzi e soprattutto le facilities riservate ai bambini; la maggior parte delle segnalazioni riguardano Torino e provincia, ma non mancano incursioni nel resto del Piemonte fino a un paio di ristoranti di Milano.
Con questa guida potremo scegliere a colpo sicuro il ristorante giusto per noi e per i piccoli, sicuri che il servizio sarà "baby friendly", e se non siete torinesi non dite che la guida non vi interessa, consideratela un motivo in più per provare la cucina piemontese in compagnia dei vostri bambini.
Ristoranti baby friendly, Espressione Creativa Editore, Torino 2011, € 9,90
In libreria.
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