venerdì 18 aprile 2014

The perfect picnic


Finalmente sono arrivate le vacanze di Pasqua! Non so voi, ma per me Pasqua non è Pasqua se non si riesce a fare almeno un picnic, possibilmente in qualche posto solitario. 
Fin da bambina ho sempre desiderato organizzare un vero chic picnic con tanto di cesta, 
tovaglia, piatti in ceramica e bicchieri di vetro; credo che la visione in età giovanile di Caccia al ladro mi abbia completamente rovinata, in questo senso...Insomma, anche con un panino in mano, bisogna potersi sentire un po' Grace Kelly! 



Purtroppo però i miei genitori erano appassionati di montagna e gli unici pic nic al mio attivo sono quelli in mezzo ai picchi, e portarsi in quota un cesto pieno di stoviglie non è il massimo della praticità.


Noi. Da qualche parte sulle Alpi, negli anni '80

Così finora non sono riuscita nell'intento ma, con la complicità di qualche amica (purtroppo i Cary Grant scarseggiano di questi tempi...), mi sto organizzando!



E voi siete, come me, delle adepte dello shabby chic picnic?











Pics via Pinterest

mercoledì 16 aprile 2014

Open Milano il nostro headquarters durante il fuorisalone


Dopo averne sentito tanto parlare, quest'anno abbiamo deciso di scoprire che cosa succede a Milano durante il Salone del mobile. La "scusa" ufficiale è stato il graditissimo invito di Open Milano a far parte del progetto blogger organizzato per seguire l'evento, così siamo saltate su un treno pronte a tuffarci nell'allegro caos del fuori salone.


"il tavolo delle idee" 
La tappa n°1 è stata la scoperta dei nostri headquarters milanesi, lo spazio Open Milano per l'appunto. Una libreria, una caffetteria, un coworking, Open Milano è open in tutti i sensi; ci si può andare per comperare un libro (la sezione moda e design è bellissima), per prendere il caffè con un'amica, per una riunione di lavoro informale sui tavoli della caffetteria o per lavorare in tutta tranquillità negli spazi riservati al coworking. 

La caffetteria si chiama Ottimo Massimo (come il bassotto del Barone Rampante),
vi ho mai detto che il mio prossimo cagnetto lo voglio chiamare proprio così?!
La caffetteria e la libreria sono un'unico spazio dove ci sente subito "a casa", mentre per chi cerca tranquillità e concentrazione la sala coworking è il posto ideale per sgobbare chini sul pc lontano dalla confusione (noi l'abbiamo "testata" durante un rumorosissimo  dj-set e possiamo garantire sull'isolamento acustico). Il tutto in un ambiente ad alto tasso di design, perché Open Milano è uno dei progetti Lago per creare ambienti in cui vivere meglio e farli conoscere in modo molto più moderno e dinamico dei soliti showroom per addetti ai lavori.

Giulia è affamata di cultura, cosa sceglierà come spuntino?
In occasione del fuori salone, lo spazio caffetteria e libreria era completamente dedicato a incontri e workshop a cui tutti potevano partecipare liberamente, bloggers o no.
Nelle nostre giornate milanesi Open Milano è stato un porto sicuro dove:


fare le sceme scattandoci selfie nello spazio Olympus


imparare a scattare il food porn perfetto con il workshop fotografico di Flavio Gallozzi


ristorarci dopo le scarpinate in giro per la città


incontrare altri blogger 


ascoltare che cosa aveva da raccontarci sul design (e la vita) Daniele Lago

corso Monte Nero 6, Milano (a due passi da Porta Romana)

lunedì 14 aprile 2014

Talenti emergenti: Pietra


Abbiamo scoperto le borse Pietra curiosando tra le mille meraviglie di Verve Creative Lab (leggi il post QUI), così abbiamo incontrato la loro creatrice Noemi davanti a una tazza di caffè in un'accogliente caffetteria del quartiere di San Salvario.



Le borse Pietra sono realizzate in cuoio e tessuti naturali come lana e cotone , sono capienti e robuste, nascono infatti dall'esigenza di Noemi di potersi portare dietro tutto l'indispensabile facendo convivere chili di roba con una borsa carina.



Ero solita utilizzare come borsa la classiche shopper in tessuto  di quelle che si utilizzano per la spesa - racconta Noemi - non sono belle ma sicuramente erano le uniche in cui mi stesse un po' di tutto: libri, PC, il golf che ti togli quando hai caldo, oltre a tutte le cose che nornalmente si portano nella borsa.  Purtroppo però tendevano a scucirsi e bucarsi ed ero costretta a cambiarle spesso. 



Avendo dimistichezza con ago e filo, ho pensato di fabbricarmi una borsa che non solo risolvesse le mie esigenze di praticità  ma che fosse anche carina - continua Noemi alcuni amici l'hanno vista e ne hanno voluta una uguale ed io ho cominciato a creare delle piccole serie.
Nel corso del tempo ho raccolto impressioni e critiche dei miei "primi clienti d'eccezione" e  ho apportato alcune modifiche per migliorare robustezza e comodità della borsa: le ho foderate, ho creato dei manici resistenti, ho rinforzato il fondo e  aggiunto delle tasche interne ed esterne. 



Il "crush test" degli amici dev'essere stato molto severo perchè le borse Pietra sembrano veramente indistruttibili! Visto il successo riscontrato, Noemi ha pensato che le sue borse fossero perfette per tutte le persone in cerca di una borsa capiente e solida così ha cominciato  a produrle in serie e a venderle in alcuni negozi di Torino. 



Noemi si  diverte a cercare tessuti particolari (non ci sono limiti, dalla stoffa da arredamento al jeans)  che cuce in ampie shopper . Il modello standard può avere piccoli cambiamenti estetici come la cucitura dei manici interna o esterna e le tasche applicate ma la formula vincente "borsa rough" resta invariata.
Ultimamente Noemi ha deciso di apliare la gamma con un nuovo modello più femminile ma altrattanto comodo e capiente: una pochette (formato maxi) in cui non mettere solo le chiavi di casa e il cellulare. Noi l'abbiamo vista in anteprima e ci ha conquistate!




Potete trovare le borse Pietra da Verve Creative Lab (piazza Vittorio Veneto 14/f, Torino), da oppure on line su BuruBuru

venerdì 11 aprile 2014

Brand we love - Esprit


Noi so voi, ma noi dentro un paio di skinny non ci troviamo granchè a nostro agio. Dicevano che sarebbero tornati i pantaloni a zampa, dicevano... Ma voi li avete visti?! Decise a non piegarci alla moda dei super slim, continuiamo a indossare jeans consunti di parecchie stagioni fa, nella speranza che la moda (che dovrebbe educare al bello) si decida a far tornare in auge modelli più clementi con le forme mediterranee, perchè i jeans skinny mica stanno male solo a noi!



Vivendo in un mondo di denim rigorosamente dedicati alle ragazze androgine abbiamo sviluppato un radar per i modelli bootcut/svasati e quando li troviamo li compriamo a multipli di tre, perchè non si sa mai... In questi tempi bui un'unica ancora di salvezza: l'Esprit. Brand scoperto per caso parecchi anni fa è stato love at first sight. Ottimo il rapporto qualità-prezzo anche se per me il suo vero punto di forza è  la vestibilità (e questo vale non solo per i jeans), è perfetto per chi (come qualcuna di noi...) é un po' più oversize rispetto alla donna italiana media e ha difficoltà a trovare non solo la taglia, ma anche la lunghezza giusta per pantaloni e gonne.



il miraggio... jeans flared e  bootcut - Esprit 60 euro circa

Inoltre, fedele al suo stile fin dagli anni Settanta, Esprit è riuscito a ben interpretare la moda prestando attenzione ai trend del momento ma proponendo anche delle alternative non strettamente modaiole.
Porto sicuro per i pantaloni ma non solo, curiosando sullo store on line ho trovato parecchie cose carine (under 100 euro) che andranno ad arricchire la mia già copiosa wish list primaverile...


 so me!!!  Rispettivamente 80 e 70 euro per il tubino a quadretti e il wrap a righe

 gonnellina bicolor e pantalone ampio a 50 e 40 euro circa

Al momento Torino non dispone di un monomarca, dobbiamo quindi accontentarci del corner alla Rinascente o migrare ai centri commerciali fuori città, in alternativa si può sempre programmare un viaggio in qualche località Esprit friendly; occhio al peso della valigia però, perché Giulia ancora si ricorda quella volta in cui si è imbattuta nello store newyorkese e mi è toccato tirarla fuori per i capelli in previsione di un sicuro overweight. Come fare? Beh, per fortuna c'è lo store on line




per



mercoledì 9 aprile 2014

Signorina Grandi Firme - la mostra


Non tutti sanno che negli anni Venti e Trenta la capitale della moda era proprio Torino, qui c'erano le sarte più brave, le modiste d'avanguardia e, naturalmente, le signore più eleganti.





A celebrare questi gloriosi tempi andati, la mostra Signorina grandi firme raccoglie settanta disegni del celebre figurinista John Guida, le cui elegantissime "modelle" indossano abiti delle case di moda francesi del tempo, come Chanel (vedi sopra) o Jeanne Lanvin. 



Un vero e proprio viaggio nella moda nei due decenni (forse) più creativi di sempre. 
Gli abiti, oltre che bellissimi, sono moderni e potrebbero essere indossati anche oggi senza destare "sospetti vintage".








La mostra non espone solo gli splendidi figurini ma anche alcuni abiti, calzature e accessori dell'epoca, oltre a una selezione di fotografie di fashion icons d'annata.



prototipo di décolleté di Salvatore Ferragamo
calzature di René Caovilla
Signorina grandi firme
Spazio espositivo Ersel 
piazza Solferino 1, Torino
La mostra è aperta fino al 30 aprile
dal lunedì al venerdì con orario continuato 10-18.
L'ingresso è gratuito





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