giovedì 12 aprile 2012

E' primavera! Ecco gli accessori che ci piacciono


E' arrivata ufficialmente la primavera e, finalmente, anche le vetrine dei negozi si tingono di colore. Le temperature non ci consentono ancora di sbizzarrirci con abitini estivi ma con l'accessorio giusto ci possiamo sentire già in estate.
Ma quali saranno gli accessori che ci accompagneranno in questa stagione? Noi di Torino Style abbiamo le idee chiare, ecco tutto ciò che non mancherà (almeno speriamo) dai nostri armadi.

slippers di Valentino

Latest obsession - le slippers. Io le chiamo mocassini da smoking, mia sorella Giulia scarpe da monsignore, comunque le appelliate sono, giorno e notte, nei nostri pensieri. Quelle di Valentino non sono proprio alla nostra portata ma sognare non costa nulla, e mentre Giulia cerca ancora il modello perfetto, io ho già trovato il mio: nero, di vernice (sennò che scarpe da smoking sarebbero?!).
Un'alternativa economica su Zalando

Una borsa nuova fa subito primavera. E si può scegliere un modello intrecciato, che ci piace perchè estiva e vacanziera, ma la versione "paglia di Vienna" la rende urbana, oppure coloratissima come nel modello Furla qui sotto. Ora non resta che scegliere il modello! 


E se vogliamo distiguerci con un accessorio originale, ecco due proposte "indi" scaturite dalla creatività torinese:





Spalline applicabili. Ecco come risollevare le sorti di una normalissima T-shirt, le spalline decorate si mettono e tolgono con del semplice velcro, per cambiare look a seconda dell'umore (e della situazione). MH Design 45 euro circa.


Collana multiuso. E' una collana, una cintura, una sciarpa o una fascia per capelli. Un unico accessorio per 1000 usi diversi. Leggera e versatile, in questo aprile di ponti e vacanze,  sarà la nostra fedele alleata in valigia. 38 euro, si compra on line da Creativity.

E voi, questa primavera, a che cosa non potrete proprio rinunciare?
 

martedì 10 aprile 2012

Giovani talenti: Ombradifoglia


Floral Crush è il tema della collezione P/E 2012 di Ombradifoglia. Impossibile non notarla, Ombradifoglia porta in passerella tutta l'allegria e i colori della primavera, abiti coloratissimi e magnifiche maschere di fiori trasformano le modelle in Flora. 


Siamo andare direttamente in Atelier per vedere da vicino la collezione e scambiare quattro chiacchiere con Elena Pignata alias Ombradifoglia.
Elena, classe 1982 ma esperienza da vendere. Idee chiare e tanta determinazione l'hanno spinta, dopo le scuole medie, ad iscriversi all'istituto di moda Feller prima e all'Istituto Secoli poi, anni importanti di sperimentazione e tante soddisfazioni. Elena appena diciassettenne sfila al Fashion Onward Grand Prix a Tokyo e, dopo una parentesi come stilista per diverse case di moda, viene selezionata dalla Camera della Moda Italiana come stilista emergente. Sfila con la propria collezione a Milano e poi nuovamente a Tokyo. Decide così di aprire un suo brand e nasce Ombradifoglia, filo conduttore abiti destrutturati e comodissimi che ci hanno fatte innamorare.

L'atelier Ombradifoglia, caotico e accogliente come lo studio di un artista
Sono molte le cose che mi portano all'ispirazione - racconta Elena - dopo anni di nero e colori scuri questa primavera ho "sentito" il colore. Complice un viaggio in Thailandia e uno stock di stoffe orientali che mi sono capitate per le mani,  ho pensato che fosse giunto il momento di colorare le mie collezioni ed è nato floral crush.


Come per ogni collezione dò molta importanza al disegno e al cartamodello - prosegue Elena - disegnare i bozzetti è sicuramente la parte del mio lavoro che preferisco, però mi occupo personalmente di tutto, dal disegno a cucire i bottoni. Quando ho molto lavoro ricorro all'aiuto esterno ma mi piace curare con attenzione ogni mio capo. Particolare cura va poi dedicata agli abiti da sposa. Sempre più ragazze infatti amano sottolineare l'importanza del momento con un abito che le rappresenti al meglio e le faccia sentire a loro agio ed io sono qui per aiutarle! 


 
Ombradifoglia Atelier
via Catania 16, Torino
Ombradifoglia la trovi anche da:
Iude, via Maria Vittoria 22 e via Melchiorre Gioia 10 B, Torino  (dal 3 al 17 aprile, un allestimento speciale dedicato a Ombradifoglia a cura di Mutabilis)
Remely, Via Mazzini 24, Torino


 


domenica 8 aprile 2012

Buona Pasqua!

Giulia, Maurizia e (special guest) Franz "the talking mule" impegnati nella caccia alle uova!

Buona Pasqua a voi, cari lettori!

Maurizia & Giulia

venerdì 6 aprile 2012

Cosa piove dal cielo - un cuento chino


Vincitore del premio Marc'Aurelio - sia della critica che del pubblico - all'ultimo Festival di Roma, nonché proclamato miglior film ispanoamericano ai Premi Goya 2012, attendevamo con curiosità l'uscita di Cosa piove dal cielo, bizzarra traduzione del titolo originale Un cuento chino di Sebastian Borensztein, regista argentino giunto con questa alla terza produzione sul grande schermo.

Cosa piove dal cielo racconta con il registro della commedia agrodolce la storia di Roberto (Ricardo Darín, un vero mattatore del cinema argentino), misantropo gestore di un negozio di ferramenta di Buenos Aires. Nonostante conduca una vita piuttosto solitaria e monotona, Roberto si imbatte per caso in Jun (Ignacio Huang), giovane cinese appena arrivato in Argentina alla ricerca dello zio. Il protagonista decide, vagamente controvoglia, di dare una mano al giovane, ben sapendo che questo mette a repentaglio la consolidata routine quotidiana a cui tanto tiene. Nonostante i due siano impossibilitati a comunicare verbalmente (Jun parla solo cinese mandarino), riusciranno comunque a stabilire un contatto e a darsi vicendevolmente una mano, anche grazie all'intervento di Mari (Muriel Santa Ana, attrice - soprattutto di teatro -  e cantante argentina), una donna che ha scorto il cuore sotto la scorza di Roberto, innamorandosene senza rimedio.


Gli ambienti della casa di Roberto (scenografie di Laura Musso, arredatrice anche in Le donne del 6° piano e nel commovente Biutiful di Iñárritu) rispecchiano la situazione emotiva del personaggio: intere stanze sono piene di cianfrusaglie accumulate nel tempo, di cimeli dei genitori morti, da cui Jun, simbolicamente, lo aiuta a liberarsi. L'arrivo di Mari è sempre connotato da cibi saporiti, fotografie e movimento. La mimica muta di Hignacio Huang è di grande efficacia.


La pellicola, senza uscire troppo dal registro della commedia, riesce ad accennare alcuni temi abbastanza pesanti come la guerra delle Falkland (in questi giorni tornata di attualità) o il difficile rapporto fra cittadino e istituzioni (il commissariato ma anche l'ambasciata cinese) in un paese che ha vissuto una dittatura in tempi ancora molto recenti.
Molto bravi tutti gli interpreti: Ricardo Darín riesce quasi a far dimenticare di essere un bell'uomo, calato com'è nel ruolo del misantropo che nasconde un passato di grandi dolori, Muriel Santa Ana interpreta una Mari "tutta donna", affettuosa, paziente, legata alla terra ed agli animali. Hignacio Huang, come si è già detto, praticamente non parla mai ma restituisce benissimo lo straniamento del giovane Jun, catapultato in un mondo in cui ogni cosa è diversa rispetto alla cultura da cui proviene.


L'irruzione dell'assurdo nella vita quotidiana, per Jun si tratta di una mucca in caduta libera, per Roberto di un cinese scaraventato giù da un taxi, cambia per sempre le vite dei protagonisti. L'isolamento (per il cinese è un problema di lingua, per Roberto di volontà) una volta interrotto non conosce barriera che gli possa resistere. Parrebbe questa la morale "in breve" del film di Borensztein, però non va dimenticato che il vero motore della vicenda è (come sempre) l'amore. E' Mari che che "legge" così bene l'anima nobile e coraggiosa di Roberto, dove gli altri non vedono che uno scorbutico innamorato della propria solitudine. Non importa quante mucche ci cadranno inaspettatamente sulla testa: è la donna (o l'uomo) che sa vederci come siamo davvero quello che fa la differenza nella vita.

mercoledì 4 aprile 2012

Ricette di bellezza, la cosmetologia in cucina!


Che fare di martedì sera a Torino?

Una pizza? Noo! E’ aprile, basta pizze.
Un cinema? Noo! Al cinema si va di mercoledì, si sa!
Volete un consiglio Bello e Buono?
Beauty & Food, è il connubio perfetto tra “bellezza e cibo” appunto, che nasce dall’idea di un’estetista non convenzionale, Lorena Ruocco e una chef molto creativa, Anna Blasco.


L’intento è di stimolare la fantasia di casalinghe/i, disperate/i e non, insegnando loro a preparare nutrienti maschere per il viso e grattosissimi scrub per il corpo, trasformando il multifunzionale Qubì, via Parma 75/C Torino, in un vero e proprio laboratorio di cosmetologia utilizzando però, solo ingredienti che si trovano comunemente in cucina.
E se è vero che “siamo quello che mangiamo” e noi ne siamo certi… ecco a voi ricette da gustare durante la serata che fanno bene a pelle e capelli.


Le serate in programma, per ora, sono tre:
martedì 8 maggio, “La bellezza vien frullando”, serata dedicata al viso
martedì 15 maggio, “Gratta tu che gratto io”, serata dedicata al corpo
martedì 22 maggio, “Dalla testa…ai piedi”, serata dedicata ai piedi
Vi aspettiamo al Qubì, via Parma 75/C Torino alle ore 21,00.
E’ necessario prenotare entro due giorni prima.
Per info e prenotazioni 011.678.77.24 oppure info@qubito.org

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